VICENZA, GOVERNO CHIEDE ALLO STESSO DIRETTORE CONFERMA DEI PESTAGGI?

30 novembre 2012

In una intervista al Clandestinoweb ho spiegato la drammatica situazione che vivono i detenuti del carcere di Vicenza. Ho fatto almeno duecento visite in questa legislatura nelle carceri italiane e devo dire che questa, forse, è stata quella più sconvolgente perché, per la prima volta, alcuni detenuti della terza sezione hanno fatto presente, anzi, hanno avuto il coraggio di denunciare che in quell’istituto vengono sottoposti a veri e propri pestaggi.

Inoltre, in una struttura che potrebbe ospitare 146 detenuti se ne trovano 358, più del doppio; proprio la ristrettezza degli spazi porta alla convivenza nelle stesse celle sia di detenuti in attesa di giudizio che condannati in via definitiva; cento sono i tossicodipendenti. Alla mia interpellanza parlamentare il Governo ha risposto in maniera inadeguata, negando i pestaggi, ma ammettendo lo stato di degrado in cui sono costretti i detenuti.

On. Bernardini, lei è reduce da una ispezione al carcere di Vicenza, dove si è recata lo scorso 18 ottobre. Qual è la situazione?

Si tratta di una situazione gravissima. Nella terza sezione, in quasi tutte le celle, meno di 9 metri quadrati, sono ristretti almeno tre detenuti e solo raramente due; i termosifoni sono accesi un’ora la mattina e un’ora il pomeriggio e i detenuti che possono si coprono con un maglione sopra l’altro, ma ho visto con i miei occhi la gente che non aveva nemmeno di che vestirsi. Sono stati tagliati tutti gli spazi adibiti alla socialità: nelle tre ore d’aria messe a disposizione non è più possibile per i detenuti andare nel campo sportivo e la palestra non è agibile. Anche il cibo è assolutamente insufficiente: parliamo di giovani che hanno fra i venti e i trent’anni, soprattutto, e quella domenica – il carrello era passato per l’ora di pranzo – i detenuti avevano per cena due uova sode. Per di più dall’amministrazione penitenziaria viene fornita ai detenuti solamente una saponetta ogni due mesi e raramente i detersivi per pulire la cella. Anche il personale ci ha manifestato la sua preoccupazione di contrarre malattie infettive.

Lei nella sua interpellanza ha parlato di negligenza da parte della direzione del penitenziario…

Un fatto gravissimo e contrario all’ordinamento penitenziario:questi detenuti non sanno a chi presentare i loro reclami. Molti di loro hanno conosciuto il direttore per la prima volta perché si è precipitato quella domenica in istituto dopo che sono stati denunciati i pestaggi che si verificano in quel carcere. Quello che è certo è che, né il direttore, né il comandante, né il magistrato di sorveglianza hanno mai visitato quelle celle per verificare quali siano le condizioni di trattamento dei detenuti.

Qual è stata la risposta del Governo?

Il governo, nella persona del sottosegretario Gullo, ha risposto che a loro non risultano episodi di pestaggio attuati dalla polizia penitenziaria. Ma sono pronta a scommettere che sono state chieste informazioni al direttore, cioè alla persona che in questa interpellanza urgente è denunciata perché non va mai a visitare le celle di detenzione.

Per quel che riguarda lo stato di degrado in cui è abbandonata la struttura, avete avuto qualche risposta?

Di fronte alla situazione del carcere di Vicenza, il governo non ha potuto che confermare lo stato di illegalità e i trattamenti inumani e degradanti. Riuscite a immaginare che cosa voglia dire stare in una cella di 9 metri quadrati in tre, con due letti a castello, un altro letto messo di traverso, il tavolino, gli sgabelli, gli armadietti, per 21 ore al giorno?

Lei è ormai da 38 giorni in sciopero della fame.

Non nascondo che spesso ho pensato se vale la pena vivere in un Paese dove c’è una classe politica che non si rende conto, e non vuole rendersi conto, di quanto sia importante la giustizia, che non sa che dalle condizioni delle carceri si vede la civiltà di un Paese.

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