UNA MADRE CHE HA IL FIGLIO RISTRETTO NEL CARCERE DI VICENZA SCRIVE A GIORGIO NAPOLITANO

UNA MADRE CHE HA IL FIGLIO RISTRETTO NEL CARCERE DI VICENZA SCRIVE A GIORGIO NAPOLITANO 23 gennaio 2013

Una madre che ha il figlio ristretto nel Carcere di Vicenza (quello dei pestaggi denunciati a seguito nostra visita ispettiva) scrive a Napolitano: chissà se sentirà la “prepotente urgenza” di far curare questo ragazzo, come è dovere del presidio sanitario all’interno dell’istituto?

All’Ill.mo Sig.

PRESIDENTE della REPUBBLICA

e p.c.

Al MINISTERO della GIUSTIZIA

All’on. RITA BERNARDINI

Ill.mo Signor Presidente,

sono la mamma di N., ospite dal 14 novembre nel carcere di Vicenza per la revoca dell’affidamento in prova, mi sento in dovere di scriverLe per segnalare i problemi di salute di mio figlio che, a tutt’oggi, dopo le mie numerose segnalazioni a tutti i livelli non vengono affrontati.

Non mi dilungo a relazionare quanto è accaduto a mio figlio, le allego le lettere da me inviate ed i certificati medici.

E’ assurdo vedere come il diritto alla salute che la nostra Costituzione garantisce a tutti i cittadini, in uguale misura, compresi i carcerati, non corrisponde al vero. Tale mancanza viene attribuita alla macchinosità dello Stato e alla carenza delle norme. Troppo facile e semplicistico liquidare il problema in questo modo. La costituzione e le leggi ci sono, purtroppo ci sono uomini che gestiscono l’apparato dello Stato in modo assurdo e farraginoso senza rispetto, molte volte della persona.

Perché per conoscere e dare attenzione alla situazione sanitaria di mio figlio devo inviare lettere, telefonare in continuazione, devo scrivere anche a Lei che è già sommerso da ben altri problemi?

Perché per parlare con il responsabile sanitario del carcere, sono riuscita solo ieri dopo aver detto che avrei chiamato i carabinieri?

Perché per segnalare la situazione delle carceri italiane persone come l’on. PANNELLA, l’on. BERNARDINI ed altri devono mettere a rischio la propria vita perché qualcuno che fa parte della SOCIETA’ CIVILE, di questa “CIVILE ITALIA” e delle istituzioni si renda conto di cosa sta accadendo?

Non mi piace essere liquidata, come lo sono stata ieri, “cuore di mamma”!, tutti dovrebbero, indistintamente, indignarsi quando viene a mancare il più elementare rispetto della vita umana. Se N. fosse stato un animale l’ENPA sarebbe intervenuto subito con grande risultato, ma N. è una persona e per di più carcerato.

La situazione sanitaria di mio figlio era ben nota al momento della traduzione in carcere: in cura per sospetta recidiva colestatoma all’orecchio sinistro; trauma bacino con lussazione anca dx e distacco minuta frazione ossea parcellare; trauma al volto con perdita dei denti – incisivo e canino superiore con difficoltà di alimentazione, e trauma con ematoma agli occhi. Tutto ciò risulta dalla documentazione medica del Pronto Soccorso dell’Ospedale civile di …. Che Le allego per visione.

Al punto in cui sono ora non mi resta che confidare in Lei Ill.mo Presidente ed in un Suo interessamento per la situazione di mio figlio N.

La ringrazio per la Sua disponibilità e Le porgo cordiali saluti.

Con grande stima.

Firma

17 gennaio 2013

Allegati n.11