TUTTO IL MONDO E’…REGIONE. DICHIARAZIONE DI EMMA BONINO SU SENTENZA GIOVINE

TUTTO IL MONDO E’…REGIONE. DICHIARAZIONE DI EMMA BONINO SU SENTENZA GIOVINE 15 novembre 2013

Tutto il mondo è…REGIONE. Riporto di seguito la dichiarazione di Emma Bonino sulla Sentenza Giovine pubblicata sul sito Radicali.it:

Emma Bonino (leader radicale e ministro degli esteri):

“Nel febbraio 2010, quando ero già candidata a Presidente della Regione Lazio e una lista “Bonino Pannella” stava per essere presentata in Piemonte a sostegno di Mercedes Bresso, feci cinque giorni di sciopero della sete per tentare di imporre nel dibattito politico il problema della regolarità e della trasparenza del procedimento di presentazione delle liste alle elezioni regionali. Naturalmente tutti fecero finta di nulla. Solo una settimana dopo venivano alla luce, grazie alle denunce radicali, irregolarità elettorali in Lombardia, Lazio e Liguria.

In Piemonte, dopo le elezioni, Mercedes Bresso ha fatto propria la lotta radicale per la legalità del procedimento elettorale ed ha continuato in questi tre anni a ribadire il suo buon diritto, in quasi perfetta solitudine. Noi radicali abbiamo cercato di sostenerla costituendoci parte civile nel “processo Giovine” (grazie al lavoro dell’avvocato Alberto Ventrini), ottenendo un risarcimento di 10.000 euro.

Non è finita; proprio in queste ore in Basilicata i radicali presentano un esposto sulla regolarità della presentazione di numerose liste alle elezioni regionali; si vota domenica.

Tutto quanto avvenuto porterà i partiti politici, ma anche la magistratura, ad affrontare finalmente la questione da me posta quasi quattro anni fa, per evitare il ripetersi, quasi annunciato, alle prossime elezioni regionali di quanto avvenuto nel 2010? La tutela del diritto elettorale, attivo e passivo, è il fondamento della vita democratica. 

Mi dispiace che il presidente del Piemonte definisca “teatrino” la lotta per la legalità del procedimento elettorale. La sua dichiarazione qualunquistica è una manifestazione palese di inadeguatezza politica”.