Tortura: Basta macelleria del diritto. Proseguo sciopero della fame

Tortura: Basta macelleria del diritto. Proseguo sciopero della fame 7 aprile 2015

Dichiarazione di Rita Bernardini, Segretaria di Radicali Italiani in merito alla sentenza della Corte dei Diritti umani di Strasburgo relativa ai fatti accaduti durante il G8 di Genova del 2001:

“Ancora una volta, e questa volta all’unanimità, i giudici della Corte di Strasburgo hanno affermato che la Repubblica italiana ha violato l’articolo 3 della convenzione sui diritti dell’uomo che sancisce che: ‘Nessuno può essere sottoposto a tortura né a pene o trattamenti inumani o degradanti’. Lo stesso articolo per cui l’Italia era stata condannata nel gennaio del 2013 con la sentenza pilota Torreggiani”.

“Non solo la Corte di Strasburgo ha stabilito che quanto accaduto nella caserma Diaz di Genova deve essere considerato “tortura”, ma nella sentenza i giudici sono andati oltre sostenendo che se i responsabili non sono mai stati puniti è a causa dell’inadeguatezza delle leggi italiane che, quindi, devono essere cambiate”.

“Secondo la Corte, la mancata identificazione degli autori materiali dei maltrattamenti dipende in parte ‘dalla difficoltà oggettiva della procura a procedere a identificazioni certe, ma al tempo stesso dalla mancanza di cooperazione da parte della polizia’. Nella sentenza si legge inoltre che la mancanza di determinati reati non permette allo Stato di prevenire efficacemente il ripetersi di possibili violenze da parte delle forze dell’ordine”.

Come Radicali, nella scorsa legislatura, avevamo presentato delle proposte di legge per l’identificazione delle forze dell’ordine e, naturalmente, anche per l’introduzione del reato di tortura nel codice penale. Un’introduzione che osservi il dettato della Convenzione delle Nazioni unite sulla tortura del 1984 ratificata dall’Italia nell’88 e non il compromesso al ribasso adottato dal Senato che de-tipicizza il reato e arriva a imporre l’ergastolo se la ‘tortura’ provoca la morte del torturato.

Invito i componenti della commissione Giustizia della Camera, oltre che naturalmente il ministro Orlando, a leggere con attenzione le motivazioni della sentenza della Corte europea dei diritti umani sia per quanto riguarda la codifica del reato di tortura, tipico delle forze dell’ordine, sia, più in generale, per il modo con cui il nostro paese viola la propria legalità costituzionale e i propri obblighi internazionali. Per denunciare tutto ciò, e accompagnarlo con proposte concrete di riforma, continuo con il mio sciopero della fame al quale da oggi si unisce anche Marco Pannella con uno sciopero anche della sete.