E’ una lettera che dice tante cose. Innanzitutto che una condanna che arriva dopo tanti anni (15!) è semplicemente assurda. Questa ragazza si era riscattata e reinserita con la sua forza di volontà.
Ciò che mi rammarica più di ogni cosa è che avendo un reato ostativo, non potrò fare niente per lei. Se non scriverle la verità e far conoscere, per quanto posso, la sua storia.
“Dolcissima Rita sono (……..). Ci siamo conosciute nel carcere Capanne di Perugia dove sono ristretta, venerdì 11 marzo 2011. Sei entrata nella mia cella come un angelo. Ti ringrazio per essere venuta a parlare con me. Ringrazio Dio per averti mandato proprio da me. Voglio raccontarti la mia vita, la mia storia.
Sono figlia di un ex minatore che per fame negli anni 60 dalla Puglia è partito in Belgio per lavorare nelle miniere di carbone ad una profondità di mille metri. 8 ore al giorno, per ben 20 anni. Il 28 febbraio 2010 è deceduto per un tumore al polmone causato dalla silicosi, la malattia dei minatori.… Leggi tutto…












