PICCOLA POSTA DI ADRIANO SOFRI: LA BATTITURA E IL SILENZIO

24 novembre 2012

Riporto il pezzo pubblicato nella rubrica PICCOLA POSTA di Adriano Sofri, sull’edizione di oggi de “il Foglio”.

Ieri mattina, reduce da una visita angosciata al carcere di Vicenza, Rita Bernardini raccontava fra l’altro che la cena dei detenuti era fatta di due uova sode. Sempre ieri, sono stati segnalati i capitoli della cosiddetta legge di stabilità riguardante i detenuti: per il 2013 si tagliano 22 milioni sulla voce “vitto detenuti”. Si tagliano anche 19 milioni su “assistenza e rieducazione detenuti”, e 2,3 milioni su “mercedi ai detenuti lavoranti”.

Bernardini e i suoi accompagnatori hanno raccolto la denuncia dei detenuti della terza sezione di quel carcere, soprattutto stranieri, sui pestaggi da parte di agenti penitenziari. E hanno riferito che i detenuti del carcere vicentino non avevano mai visto nelle sezioni il direttore, il comandante della polizia penitenziaria e il magistrato di sorveglianza.

Alcune asciutte righe nascoste in cronache di giornali di minor diffusione annotavano ieri che “trentamila detenuti” stanno attuando la proposta avanzata dai Radicali e sostenuta da molti cittadini liberi: battendo sui ferri per un quarto d’ora ogni sera, e restando in silenzio per i tre quarti d’ora successivi.

Una notiziola.

Il frastuono della battitura si può ignorare, MA PER NON SENTIRE IL SILENZIO BISOGNA ESSERE DAVVERO SORDI.