SE QUESTO E’ UN UOMO

SE QUESTO E’ UN UOMO 10 luglio 2013

Riporto di seguito la mail inviata al capo del DAP Giovanni Tamburino e al Direttore di Rebibbia Mauro Mariani per segnalare il caso del detenuto C.D.

Al capo del DAP, Giovanni Tamburino

Al direttore del Carcere di Rebibbia Mauro Mariani

OGGETTO: IL CASO DI C.D.

Premessa: un anno fa, domenica 22 luglio 2012 mi sono recata in visita ispettiva presso la casa circondariale “Regina Coeli” di Roma e, subito dopo, ho presentato un’interrogazione parlamentare che non ha avuto risposta.

Fra i tanti casi, segnalavo il seguente:

nella cella n. 9 (2° sezione, piano terra) è ristretto C.D., un detenuto di 30 anni in attesa di giudizio accusato di aver violato la legge in materia di sostanze stupefacenti; C.D. non dice nulla e non si muove dalla sua branda posta al secondo piano del letto a castello, ma i suoi compagni di cella manifestano estrema preoccupazione per le sue condizioni: “questo ragazzo come vedete è un vegetale, ha problemi mentali molto seri, la notte si graffia e al mattino è tutto pieno di sangue, a volte si fa la pipì addosso, anche l’altra notte se l’è fatta addosso; è qui da 4 mesi e da più di 3 mesi non va all’aria; ha anche una situazione familiare delicata, in questo carcere ci sono tanti problemi, però per favore occupatevi del suo caso, noi non sappiamo cosa possiamo fare per aiutarlo”.

La madre mi ha chiamato stamattina, disperata. Il figlio, tossicodipendente conclamato, ora si trova a Rebibbia, dopo un passaggio in comunità. In poco tempo ha perso 23 kg. Da quando l’ho incontrato io, un anno fa, ha tentato due volte il suicidio. E’ in carrozzina e non riesce ad alimentarsi. Non ha un piantone e solo i compagni di cella ogni tanto lo lavano e gli cambiano il pannolone. Quando va al colloquio la madre sente un puzzo tremendo di orina. Il ragazzo prende una ventina di psicofarmaci al dì.

Da quel che mi riferisce la madre, nella relazione sanitaria trasmessa al GIP si sostiene che il ragazzo “sta bene”.

La signora G.P., cioè la madre del ragazzo, non riesce a distogliere il pensiero dall’immagine di Stefano Cucchi.

[la visita -a sorpresa – di un anno fa la feci insieme a Irene Testa e Gianmarco Ciccarelli – ahinoi! Ora non essendo più in parlamento, queste visite non possiamo più farle e chissà quanti abusi possono essere fatti impunemente senza che alcuno ne venga a conoscenza]

IL TESTO DELL’INTERROGAZIONE DI UN ANNO FA