SAVIANO RISPONDE ALLA MIA LETTERA, MA EVITA DI LEGGERE LE PAROLE DI ENZO TORTORA

SAVIANO RISPONDE ALLA MIA LETTERA, MA EVITA DI LEGGERE LE PAROLE DI ENZO TORTORA 21 maggio 2013

L’Espresso pubblica la mia lettera a Roberto Saviano, e Saviano replica. Leggere attentamente come. COME abbia evitato di leggere non le mie parole, ma quelle di Enzo Tortora.

La risposta di Roberto Saviano

Spesso con furbizia mi si chiede: perché non hai parlato di questo? Perché non hai inserito quest’altra informazione? Ciò che spesso accade è leggere uno scritto e desiderarlo diverso. Desiderare che l’autore avesse aggiunto questo o quel dettaglio. Questa o quella informazione per noi essenziale. Ma ciò che è vitale per noi non è detto lo sia per chi scrive o addirittura per la totalità delle persone che leggono. Ho ricordato Enzo Tortora, non ho omesso nulla, stavo parlando di altro. E desideravo parlarne esattamente nei termini in cui l’ho fatto.

Per quanto io mi sforzi, non riesco a giustificare l’aggressività dello scritto di Rita Bernardini. So quanto sia difficile avviare dibattiti su temi sensibili, in un Paese metodologicamente imperniato sul proibizionismo. Lo so perché sono anni che parlo dell’emergenza mafie. Ne parlo e cerco di coinvolgere chi non considera il problema una priorità nel nostro Paese. Stigmatizzo la politica che non se ne occupa, ma non scrittori e giornalisti che scelgono i propri temi e scelgono come affrontarli. In Italia siamo al paradosso che alla politica non si può chiedere nulla, e si pretende invece da chi fa cultura che copra ogni ambito, che faccia da tramite tra le forze – o le debolezze politiche – e la società civile. Recentemente mi è capitato di fare una riflessione su quanto il capitale politico accumulato dai Radicali negli ultimi decenni si sia disperso, e non solo per responsabilità delle logiche inique dell’informazione politica. I Radicali, più di tutti, dovrebbero riflettere sulla realtà del Movimento 5 stelle. Quello che oggi è il primo partito del Paese utilizza metodologie di azione che per primo ha sperimentato il movimento Radicale e questo mostra quanto la capacità di elaborare una strategia comunicativa rimanga l’aspetto essenziale dell’agire politico. Se si subisce la “non notiziabilità”, fare notizia a ogni costo e sulla pelle di chiunque non è sempre la strategia migliore.

Il movimento radicale è stato strumento di aggregazione per la realizzazione di istanze maggioritarie nel Paese fino a un momento prima negate e forse addirittura inconcepibili (divorzio, aborto, responsabilità civile dei magistrati, finanziamento pubblico ai partiti). Ma tale logica ha mostrato di essere incompatibile con un progetto politico con vocazione stabilmente maggioritaria. Il capitale politico attualmente nella disponibilità del Movimento 5 stelle è stato più volte, negli ultimi anni, nella potenziale disponibilità del movimento Radicale, ma non c’è stata la capacità di valorizzarlo. Lettere come quella scritta e diffusa da Rita Bernardini sono la dimostrazione di come chi guarda il dito e non la luna è il maggior responsabile della propria invisibilità.

E allora torno alla sua reprimenda. In questo caso, come in tutti gli altri, non c’è stato “sbianchettamento”, stavo raccontando altro. L’unica persona cui con le mie parole non volevo fare torto è Enzo Tortora, la memoria di Enzo Tortora. Tortora è stato un uomo che ha fatto bene qualsiasi cosa abbia fatto. Radio, televisione, spettacolo, cultura. Un uomo che è patrimonio comune del nostro Paese, che non merita di essere ghettizzato in una sola declinazione politica. Un uomo che ha utilizzato l’ingiusta detenzione come occasione per portare avanti una battaglia per i diritti di tutti. E’ stato un uomo immenso, citato ingiustamente da un uomo piccolo piccolo: di questo ho voluto scrivere. Un uomo grande che ha attraversato il movimento Radicale. Non grande perché Radicale. Ho scritto di Enzo Tortora, e Gaia Tortora tramite Twitter mi ha ringraziato. Questo mi basta. Fare propaganda non mi è mai interessato.

Roberto Saviano