SAIDOU AVEVA TRE COLPE: ESSERE SENEGALESE, NON AVERE IL PERMESSO DI SOGGIORNO ED ESSERE MALATO D’ASMA

11 novembre 2011

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

Al Ministro dell’Interno
Al Ministro della Difesa
Al Ministro della Giustizia

Per sapere – Premesso che:

sul quotidiano La Repubblica dell’8 novembre 2011 è apparso un articolo scritto da Paolo Berizzi e intitolato: “L’agonia in una cella della caserma. Ecco come hanno lasciato morire Saidou”;
l’articolo narra la triste vicenda del senagalese Alhdy Saidou Gadiaga, 37enne, morto dopo un attacco di asma in una cella della caserma Casotti, sede del comando provinciale dei carabinieri di Brescia;
Alhdy, in Italia da 15 anni, venerdì pomeriggio camminava con un amico lungo il viale della stazione quando è stato fermato da una pattuglia dei carabinieri. Un controllo di routine. Il senegalese non aveva documenti, ma solo un certificato medico rilasciato dal pronto soccorso degli Ospedali Civili;

secondo quanto si apprende dalle notizie di stampa, l’extracomunitario avrebbe spiegato ai militari di essere disoccupato, di avere per questo motivo il permesso di soggiorno scaduto e di essere rimasto in Italia perché ammalato di asma cronica come da certificato medico esibito alle medesime forze dell’ordine. Ciononostante l’uomo è stato comunque arrestato con l’accusa di violazione della legge n. 189 del 2002, cosiddetta “legge Bossi-Fini”, in quanto considerato clandestino da rimpatriare, chiuso in una cella della caserma di piazza Tebaldo Brasato;

l’uomo è rimasto chiuso in cella per 36 ore. Nelle “camere di sicurezza”, come confermano i carabinieri, non esiste riscaldamento e in quei giorni il termometro a fatica superava i 5 gradi;

dal verbale del comandante della stazione – inviato con una nota al consolato del Senegal – si legge quanto segue: “L’arrestato è stato colto da malore alle 8 di domenica, nella camera di sicurezza. Veniva chiesto subito l’intervento di un’ambulanza del 118 che, constatata la gravità del caso, provvedeva al ricovero”. Quaranta minuti più tardi i medici hanno constatato il decesso del 36enne per “arresto cardiocircolatorio”. Una morte sulla quale la Procura ha aperto un’inchiesta;

la versione dei carabinieri è smentita dalla ricostruzione fatta dal giornalista de La Repubblica, il quale, nell’articolo sopra citato, riassume così la vicenda: “Alle prime ore del mattino il senegalese ha una crisi. Lo conferma un testimone, Andrei Stabinger, bielorusso detenuto nella cella accanto. “Sono stato svegliato dal detenuto che picchiava contro la porta e chiedeva aiuto gridando. Aveva una voce come se gli mancasse il respiro. Dopo un po’ di tempo ho sentito che qualcuno apriva la porta della cella e lo straniero, uscito fuori, credo sia caduto a terra”. Quanto tempo è trascorso tra la richiesta di aiuto e l’intervento del militare? “Penso 15-20 minuti – fa mettere a verbale il testimone – durante i quali l’uomo continuava a gridare e a picchiare le mani contro la porta”. Il video fissa la scena e i tempi. Da quando si vedono le dita di Gadiaga sporgere dallo spioncino (sono le 7.44, l’uomo sta chiedendo aiuto già da parecchi minuti) all’arrivo del carabiniere, passano due minuti e 35 secondi. Gadiaga, uscito finalmente dalla cella, cade a terra alle 7.52: otto minuti dopo essersi sporto dalla camera. Altri 120 secondi e arrivano i medici del 118. Gadiaga è già privo di conoscenza, per lui non c’è più niente da fare. L’autopsia conferma che la morte è avvenuta a causa di “un gravissimo episodio di insufficienza respiratoria comparso in soggetto asmatico”.
E attesta, inoltre, che l’uomo “era clinicamente deceduto già all’arrivo dell’autoambulanza”;

il momento della triste morte di Alhdy Saidou Gadiaga è stato ripreso anche dalle telecamere di sicurezza della caserma dei carabinieri. Il video, pubblicato sul web, è stato consegnato alla Procura della Repubblica e mostra l’uomo che si sente male, cerca aiuto e poi viene soccorso;

il consolato del Senegal ha chiesto che venga fatta chiarezza sulla morte di Saidou;

ai sensi dell’articolo 13, comma 4, della Costituzione, “è punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà”:-

se il Governo non intenda promuovere immediate modifiche della cosiddetta “legge Bossi Fini”, per evitare il ripetersi di queste drammatiche vicende, in modo che il lavoratore extracomunitario in possesso del permesso di soggiorno per lavoro che, per cause indipendenti dalla sua responsabilita` perde il lavoro, abbia diritto al rinnovo del permesso di soggiorno alla naturale scadenza per ulteriori 24 mesi. Inoltre tale possibilità di accedere alla proroga di 24 mesi dovrebbe essere estesa anche a coloro che usufruiscono, ai sensi della normativa vigente, degli strumenti degli ammortizzatori sociali, cassa integrazione ordinaria o cassa integrazione straordinaria. Mentre per i lavoratori con contratto stagionale possono vedersi prorogato il permesso di soggiorno alla naturale scadenza per ulteriori 12 mesi;

se non intenda urgentemente attuare iniziative di competenza per supportare ed aiutare concretamente i detenuti, anche attraverso l’avvio di un’indagine per capire di chi sono le responsabilità nella morte di Alhdy Saidou Gadiaga;

se non si ritenga oramai indifferibile riferire sulla reale consistenza del fenomeno delle morti in carcere, nei Centri di identificazione ed espulsione (CIE) e in tutti gli altri luoghi di privazione della libertà, in modo che possano essere concretamente distinti i suicidi dalle morti per cause naturali e da quelle, invece, avvenute per cause sospette;

se il governo – anche alla luce di quanto disposto dall’articolo 13, comma 4, della Costituzione – non ritenga di dover urgentemente adottare gli opportuni provvedimenti normativi al fine di estendere il potere di sindacato ispettivo dei parlamentari oggi previsto per gli istituti penitenziari e i centri di identificazione ed espulsione, anche alle camere di sicurezza eventualmente esistenti presso le caserme dell’Arma dei Carabinieri e del Corpo della Guardia di Finanza e presso i commissariati di pubblica sicurezza.