REDDITI ONLINE: DUE PARLAMENTARI SU TRE NON LI PUBBLICANO

20 marzo 2012

Nel giorno della pubblicazione del bollettino con i redditi dei parlamentari italiani i radicali tornano alla carica e rilanciano la richiesta di pubblicare on line le dichiarazioni patrimoniali. A oggi non ci sono obblighi di legge ma solo un invito a inserirli nei profili personali. L’iniziativa della radicale Rita Bernardini non ha trovato grandi adesioni. Pubblicano la dichiarazione dei redditi 18 deputati su 47 eletti nelle due circoscrizioni piemontesi, il 38% del totale, poco più di un onorevole su tre. I senatori abbassano la media: hanno deciso di inserire i dati sul web 7 Senatori su 22, il 32% del totale, meno di uno su tre tra gli eletti in Piemonte.

Alla Camera inseriscono le informazioni un deputato di Futuro e Libertà; 5 su 13 del Pd, 7 su 15 del Pdl, uno su 7 della Lega Nord, O su 3 di Popolo e Territorio, O su uno dell’Api; uno su 2 dell’Unione di Centro e 1 su 1 dell’Italia del Valori. I diciotto parlamentari che hanno deciso di pubblicare i loro redditi sono Bob ba, Damiano, Della Vedova, Esposito, Giulietti, Mancuso, Napoli, Nastri, Rampi, Rosso, Stanca, Zacchera, Buonanno, Delfino, Leo, Lovelli e Porcino. Tra questi il più ricco è Maurizio Leo del Pdl (550 mila curo complessivi) seguito da Lucio Stanca (447 mila) e Osvaldo Napoli (210 mila). Fanalino di cosa Giuseppe Giulietti con 116 mila euro.

I senatori che hanno raccolto l’invito dei radicali sono Bonino Ceccantì, Della Seta, Leddi, Malan, Bugnano e Marcenaro. Cioè l’unico senatore radicale; 4 su 7 del Pd; 1 su 9 del Pdl, O su 3 della Lega Nord, O su 1 dì Coesione Nazionale e 1 su 1 dell’Italia dei Valori. Igor Boni, presidente dei radicali italiani, commenta: «Mettere i redditi on line è un modo per dimostrare che si può fare politica in modo trasparente anche se l’adesione dei parlamentari alla nostra iniziativa è sconfortante». Dopo l’offensiva parlamentare i radicali rilanciano l’invito all’ufficio di presidenza del Consiglio regionale di mettere on-line i redditi di consiglieri e assessori. Dichiarazioni che oggi sono reperibili solo sul Bollettino Ufficiale della Regione in formato cartaceo che viene consegnato su richiesta ai residenti in Piemonte. «Nell’era di Internet – commenta Boni – un modo un po’ medievale – di fornire informazioni ai cittadini elettori».

Articolo di Maurizio Tropeano pubblicato su La stampa