“QUELLA VISITA PORTI LA GRAZIA”, IL MIO ARTICOLO PUBBLICATO SU “IL GIORNO”

“QUELLA VISITA PORTI LA GRAZIA”, IL MIO ARTICOLO PUBBLICATO SU “IL GIORNO” 5 febbraio 2013

Riporto qui la versione integrale pubblicata su “Il Giorno“. Peccato che il mio articolo sia sfuggito alle rassegne stampa (tranne quella della Camera dei deputati). Attenzione, perché alla fine, c’è un sogno/proposta.

QUELLA VISITA PORTI LA GRAZIA

Sono convinta che se il Presidente della Repubblica visitasse a San Vittore i luoghi di detenzione, non solo comprenderebbe molti dei cosiddetti “eccessi pannelliani”, ma riuscirebbe persino a ricredersi su quelle “miserevoli polemiche” che lui stesso va attribuendo al leader radicale a causa delle quotidiane denunce che Pannella fa dei comportamenti presidenziali quanto all’essere “garante” della Costituzione repubblicana.

Visitando le celle il Presidente Napolitano scoprirebbe che spesso in quelle di 7 metri quadri sono ristretti tre detenuti e in quelle di 13 mq magari ve ne sono 9 o anche 10 (nemmeno 1,5 mq a testa!); scoprirebbe inoltre che lo Stato non fornisce a tutti i detenuti gli sgabelli e i mobili per riporre gli effetti personali perché altrimenti diverrebbe pressoché impossibile muoversi all’interno della cella; senza considerare che dentro questi veri e propri “loculi” quasi tutti sono costretti a trascorrere almeno 20 ore al giorno nella più completa inattività e spesso privati di cure sanitarie essenziali. D’altra parte anche le cifre complessive parlano chiaro: a San Vittore oltre 1.600 detenuti sono stipati in 712 posti letto.

Sarà straziante per il Presidente Napolitano vedere in faccia la realtà soprattutto se si è scelto di non ascoltare gli oltre 130 giuristi capeggiati del Prof. Andrea Pugiotto che ancora nel settembre scorso scongiuravano la massima carica dello Stato di inviare un messaggio alle Camere proprio al fine di responsabilizzare il Parlamento sulla necessità di intervenire con “prepotente urgenza” – come ebbe a dire lo stesso Capo dello Stato circa un anno e mezzo fa ad un convegno radicale – “sul punto critico insostenibile cui è giunta la questione, sotto il profilo della giustizia ritardata e negata, o deviata da conflitti fatali tra politica e magistratura, e sotto il profilo dei principi costituzionali e dei diritti umani negati per le persone ristrette in carcere”.

Sarà un dolore lancinante quello che proverà il Supremo Garante della Costituzione a San Vittore, soprattutto dopo la recente sentenza pilota della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che ha definito “strutturali” i trattamenti inumani e degradanti nelle carceri italiane. Per la Corte di Strasburgo già 3 metri quadrati a detenuto configurano veri e propri trattamenti ai limiti della tortura, e a San Vittore siamo ben al di sotto di quei miserevoli tre metri.

Come potrà il Presidente guardare negli occhi quei detenuti ristretti nelle “gabbie” di uno Stato fuorilegge, lui che lo Stato lo rappresenta al suo massimo vertice? Forse, nel farlo, non riuscirà a tollerare quello strazio di legalità un secondo in più del dovuto e si affretterà a concedere a molti di loro la grazia o la commutazione della pena così come previsto dal comma 11 dell’art. 87 della Costituzione. Il che ovviamente non avverrà, e tuttavia sia almeno concesso di sognarlo a chi è promotrice con Marco Pannella e la comunità penitenziaria della lista Amnistia Giustizia e Libertà.

Fonte: Il Giorno