ORLANDO, FUORI I DATI VERI SUI POSTI DISPONIBILI IN CARCERE! BASTA FANDONIE

ORLANDO, FUORI I DATI VERI SUI POSTI DISPONIBILI IN CARCERE! BASTA FANDONIE 25 marzo 2014

Non sappiamo quali dati stia fornendo il Ministro della Giustizia Andrea Orlando a Strasburgo e a Bruxelles. Dispone sicuramente di quelli riguardanti i posti effettivamente agibili nei 206 istituti penitenziari italiani che NON sono 49.000, come riportato sul sito del Ministero della Giustizia, ma molte migliaia di meno perché ai 49.000 occorre sottrarre le sezioni inagibili, quelle in ristrutturazione, e quelle non utilizzate per carenza di personale. La Ministra Cancellieri, con la sua onestà intellettuale, lo aveva del resto detto con chiarezza convenendo con quanto denunciato da noi radicali e dall’Associazione Antigone.

Al DAP il quadro lo hanno chiarissimo, istituto per istituto. E’ ora che anche i cittadini italiani conoscano le cifre “vere” che – ce lo auguriamo – il Ministro Orlando riferirà anche in Europa.

Mi auguro anche che il Ministro della Giustizia ritiri definitivamente l’ipotesi circolata dei ridicoli “risarcimenti pecuniari” di 10 o 20 euro: una sorta di “prezzo della tortura” che lo Stato sarebbe disposto a pagare per i trattamenti inumani e degradanti che subiscono i nostri detenuti. Così come – è questo il nostro auspicio di radicali – il Governo dovrebbe finirla con il concentrarsi sui 3 metri quadri che dovrebbero essere a disposizione del detenuto, perché la Corte Europea ha detto con chiarezza che anche in caso di superficie superiore, occorre considerare altri parametri, quali la possibilità di utilizzare i servizi igienici privatamente, l’areazione disponibile, l’accesso alla luce naturale e all’aria aperta, la qualità del riscaldamento e il rispetto delle esigenze sanitarie. Inoltre, ricordo che la Corte di Cassazione con sentenza n. 5728/2014 ha stabilito che nel calcolo dei metri quadrati di cui un detenuto deve legalmente disporre va detratto l’ingombro del mobilio: tavoli, sgabelli, armadietti, letti.

Infine, sorprende la sottovalutazione del Governo riguardo l’irragionevole durata dei processi civili e penali per la quale da trent’anni l’Italia subisce condanne dalla Corte EDU. Se solo si considera la parte penale – che registra oltre 5 milioni di procedimenti pendenti – l’aumento è costante (nel 2013 + 1,8%) e i processi sopravvenuti sono solo parzialmente compensati dalle prescrizioni che in modo letteralmente illegale ormai vengono decise a tavolino dalle procure.

Con il Satyagraha di circa mille “resistenti”, con la nostra nonviolenza vogliamo stare dalla parte di quanto affermato nel suo Messaggio alle Camere dal Supremo Garante della Costituzione, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il mio sciopero della fame giunge oggi al 26° giorno mentre al 28 maggio mancano solo 64 giorni: mi sento meglio (veramente) ad essere così, assieme ai miei compagni, più vicina agli ultimi piuttosto che dalla parte di uno Stato che fa dell’illegalità strutturale il suo modo di operare costante.