OMNIBUS 17/11: LA GIUSTIZIA E’ UN’EMERGENZA. LUNEDI’ 4 GIORNI DI MOBILITAZIONE. VISITA AD OPERA: IL CASO – VIDEO

OMNIBUS 17/11: LA GIUSTIZIA E’ UN’EMERGENZA. LUNEDI’ 4 GIORNI DI MOBILITAZIONE. VISITA AD OPERA: IL CASO – VIDEO 17 novembre 2012

Questa mattina ho partecipato ad una puntata di Omnibus dedicata all’election day e ne ho approfittato per tornare a parlare dell’emergenza giustizia e del sovraffollamento delle carceri.

Sono partita da un concetto lineare: Se in un paese non funziona un tassello vitale come ad esempio un’autostrada, che regola i rapporti fra i cittadini, come possiamo pretendere che vada avanti? Se la giustizia non funziona, allora il nodo si riversa sulle carceri. Ed è proprio per questo motivo che noi Radicali abbiamo lanciato per lunedì una nuova mobilitazione di 4 giorni: uno sciopero della fame, con 15 minuti di battitura seguiti da 45 minuti di silenzio.

In Italia ci sono 66 mila persone in galera stipate in 43mila posti; 23mila detenuti vivono a centinaia di chilometri dalle loro famiglie; il 41% dei prigionieri è in attesa di giudizio; e il 30% è tossicodipendente e bisognoso di cure. Di questi, solo 7\10mila sono criminali. Per il resto abbiamo buttato in carcere residui della società, persone che nessuno vuole vedere.

Abbiamo commesso  un atto violento, equivalente a quelli fatti da fascisti e nazisti nei campi di concentramento. Per questi motivi, siamo stati condannati dall’Europa per trattamenti inumani e degradanti.

Ieri sono stata al carcere di Opera, a Milano, uno dei migliori nel peggio. Questo penitenziario ha un ottimo direttore, Siciliano, e un centro diagnostico che però si trova a trattare 800 casi contemporaneamente. Ieri ho visto trapiantati, malati di tumore e Aids. Sembrava un lazzaretto. Perché allora lo Stato non accoglie la proposta dei Radicali per l’amnistia?

In fine ho voluto parlare del caso Ambrogio Crespi. Si tratta di un nuovo caso Tortora. Ambrogio è in galera in attesa di giudizio per l’accusa di associazione mafiosa, un reato ripugnante.

Tutto questo senza nessun riscontro e nessuna corrispondenza. L’accusa sostiene che abbia comprato voti per l’assessore Zambetti, ma i difensori, fra cui Giuseppe Rossodivita, hanno controllato i seggi e hanno provato che non ci sono esplosioni di voti. Anzi, contro la tesi che a Baggio ci siano state concentrazioni di voti, i legali hanno dimostrato che al massimo si sono segnalati 7, 8, 10 consensi.

Ambrogio è in un’indegna custodia cautelare, non c’è neanche pericolo di fuga. Riusciremo a dimostrare che si tratta di un nuovo caso Tortora.