MOBILITAZIONE PER L’AMNISTIA, GRANDE SUCCESSO, MA ADESSO SERVONO RISPOSTE DAL PARLAMENTO – VIDEO

23 novembre 2012

In un’intervista a Clandestinoweb ho tracciato un bilancio della quattro giorni di mobilitazione non violenta, promossa da Marco Pannella e dai Radicali, che hanno avuto come conclusione centinaia di manifestazioni davanti ai carceri di tutta Italia per chiedere a gran voce l’amnistia e il diritto di voto per i detenuti.

Che bilancio si può fare delle manifestazioni di giovedì e dei quattro giorni di mobilitazione nonviolenta lanciata da Marco Pannella e dal Partito Radicale?

Credo che tutta la comunità penitenziaria, e sotto questo nome indichiamo non solo i detenuti ma tutti coloro che nel carcere ci lavorano o sono volontari e anche i familiari, abbia dimostrato ancora una volta grande senso di responsabilità nonostante sia segregata e sottoposta a trattamenti inumani e degradanti nelle carceri italiane. Dalle notizie che abbiamo ricevuto, oltre 30mila detenuti hanno partecipato ai 4 giorni di sciopero della fame e alla battitura dalle 20 a 20.15 nelle carceri ogni giorno per quattro giorni. Noi, al momento, abbiamo notizie da 82 istituti penitenziari, ma siamo convinti che in realtà siano molti di più e che possiamo avere riscontri di una mobilitazione ancora più vasta di quella che è stata.

Quali saranno le prossime iniziative?

Intanto ce n’è una in corso che mi vede impegnata in uno sciopero della fame ormai da 30 giorni insieme a Irene Testa, segretaria dell’Associazione “Il detenuto Ignoto”, Valter Vecellio, direttore di Notizie Radicali e Maurizio Bolognetti, segretario di Radicali Lucani. Con questa iniziativa vogliamo richiamare le istituzioni italiane a cominciare dalle più alte cariche come il Presidente della Repubblica ma anche i ministri e il Parlamento affinché si impegnino in modo adeguato a rimuovere le condizioni di illegalità delle carceri e in generale della giustizia italiana paralizzata da una mole di 11 milioni tra procedimenti penali e cause civile pendenti. E per questo, a nostro avviso, l’unica strada praticabile è l’amnistia.

Ci sono state risposte in questo senso?

Noi abbiamo indicato cosa è necessario fare per rimuovere questo stato di tortura nelle carceri, ma le risposte che arrivano sono del tutto inadeguate ad affrontare la debacle umanitaria in corso nel nostro Paese. Che ci indichino altre strade per rimuovere questa vergogna tutta italiana.

Napolitano tempo fa aveva velatamente aperto alla possibilità di un’amnistia.

Il Presidente della Repubblica ha indicato i problemi non le soluzioni, lui stesso aveva suggerito di non escludere misure di clemenza. Ma purtroppo di questo si è fatto un gran parlare senza mai indicare una strada adeguata per rimuovere le leggi che fanno dello Stato italiano uno stato canaglia nei confronti dei diritti fondamentali delle persone.