MARMO? FAMOSO PER ERRORE GIUDIZIARIO CONTRO TORTORA. DOCUFILM DI AMBROGIO CRESPI NE È LA PROVA

MARMO? FAMOSO PER ERRORE GIUDIZIARIO CONTRO TORTORA. DOCUFILM DI AMBROGIO CRESPI NE È LA PROVA 20 giugno 2014

Riporto di seguito una mia intervista a Data24News nella quale commento la scelta del Sindaco di Pompei Nando Uliano di nominare Diego Marmo assessore alla Legalità.

Di Paola Ambrosino – E’ polemica sul nuovo incarico di Diego Marmo, scelto dal sindaco Nando Uliano quale assessore alla Legalità e alla Sicurezza della città di Pompei.

A puntare il dito contro il neonominato, fra gli altri, il deputato Pd Michele Anzaldi che, dalle pagine dell’Huffington Post, ha ricordato che negli anni ’80 da pubblico ministero avanzò la richiesta di condanna per Enzo Tortora e nella requisitoria arrivò addirittura a dire che il presentatore, eletto al Parlamento Ue con i Radicali, aveva vinto con i voti della camorra.

Il parlamentare, poi, per dare una precisa immagine del personaggio, ha citato il docufilm “Enzo Tortora, una ferita italiana” del regista Ambrogio Crespi,  un lavoro che ben racconta la malagiustizia che colpì il volto di Portobello ma soprattutto la violenta requisitoria pronunciata da Diego Marmo.

Per avere un commento sul tema, la redazione di Data24newsha contatto oggi Rita Bernardini, segretario di Radicali italiani nonché fra i protagonisti del documentario di Ambrogio Crespi.

“Il problema non è che il magistrato (ora in pensione) Diego Marmo sia stato nominato assessore al comune di Pompei. Il problema è che sia divenuto famoso ​per essere stato l’accusatore di Enzo Tortora commettendo in concorso con altri un errore giudiziario mostruoso ed inescusabile. Errore che ha portato alla morte prematura una persona buona, gentile, di grandi qualità civili e morali”, ha detto la Bernardini.

Tutti gli accusatori del radicale e liberale Enzo Tortora, hanno fatto carriera, anziché pagare per i loro errori e oggi dobbiamo assistere alla squallida sceneggiata dell’Associazione Nazionale Magistrati che si straccia le vesti di fronte alla proposta di chi vuole finalmente che sia introdotta nel nostro ordinamento una seria responsabilità civile dei magistrati già decisa 24 anni fa dal popolo italiano con il referendum popolare del 1987. Siamo in Italia, il Paese del mancato rispetto delle regole – ha concluso Rita Bernardini – e forse non è un caso che il Dott. Diego Marmo a Pompei abbia ottenuto la delega alla legalità”.