MARCO PANNELLA: SCIOPERO DELLA FAME AD OLTRANZA IN RISPOSTA AL RICHIAMO DEL CONSIGLIO D’EUROPA: URGENTE RIDURRE LENTEZZA DEI PROCESSI

14 marzo 2012

Prendo la decisione – che non è solita e deve essere eccezionale – di iniziare domani (15 marzo) uno sciopero della fame ad oltranza. La mia è una risposta, una decisione che prendo sulla base della notizia che ci è giunta dal Consiglio d’Europa ieri, 13 marzo.

La mia è anche una risposta alla richiesta di aiuto, che c’è – quando si dice che è la stessa Convenzione europea dei Diritti Umani che viene messa in grave pericolo dal “funzionamento attuale della giustizia italiana”. Io rispondo contro questo grave pericolo.

O si danno un obiettivo che sia intellettualmente onesto paragonare all’AMNISTIA e all’indulto – vasti e immediati – o noi continueremo ad oltranza la nostra lotta.

(Marco Pannella sul suo profilo Facebook)

LA NOTIZIA:

Consiglio d’Europa: ridurre la lentezza dei processi.

Ennesimo rischiamo di Strasburgo all’Italia.

Strasburgo, 13 marzo – Ennesimo richiamo di Strasburgo all’Italia. “La situazione concernente l’eccessiva durata dei processi e il malfunzionamento del rimedio esistente (legge Pinto, che prevede il risarcimento per chi ha subito un processo troppo lungo) rimane estremamente preoccupante e richiede l’adozione urgente di misure su larga scala in grado di risolvere il problema”.

Il giudizio è stato emesso oggi dal Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa che ha ripreso in considerazione gli oltre 2.000 casi pendenti contro l’Italia per eccessiva durata dei processi. Secondo il Comitato, organo esecutivo del Consiglio d’Europa a cui spetta anche il compito di vigilare affinché gli Stati membri adottino le misure necessarie a rimediare alle violazioni riscontrate dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, il funzionamento attuale della GIUSTIZIA ITALIANA “costituisce un SERIO PERICOLO per il rispetto della supremazia della LEGGE, che risulta in una NEGAZIONE DEI DIRITTI sanciti dalla convenzione europea dei diritti umani, e crea una minaccia seria per l’efficacia del sistema che sottende alla stessa convenzione”.

Nel documento viene sottolineato come la Corte continui a ricevere un elevato numero di ricorsi legato alla lentezza dei processi e al non rispetto dei tempi per il risarcimento previsto dalla legge Pinto. Le autorità italiane sono state invitate a presentare un piano d’azione che oltre a proposte concrete su come risolvere la questione contenga anche un calendario che permetta di monitorare attentamente gli effetti delle riforme già introdotte e la tempistica per le misure ancora da introdurre.

Da una nota di agenzia letta a Radio Radicale.