LINEA NOTTE, BERNARDINI: SOVRAFFOLLAMENTO OLTRE OGNI LIMITE

30 novembre 2011

Rita Bernardini ha partecipato alla trasmissione di Rai Tre Linea Notte, condotta da Maurizio Mannoni per parlare del problema del sovraffollamento nelle carceri e della necessità di provvedimenti che svecchino il sistema Giustizia italiano. Di questo la deputata radicale parlera’, anche, nell’audizione alla Camera con il nuovo ministro della Giustizia, Paola Severino, nel corso del quale ascoltera’ le linee che il nuovo Guadasigilli intende tenere.

Se c’è un settore dove c’è un deficit democratico che si ripercuote anche sull’economia e’ proprio quello della Giustizia – ha spiegato Bernardini a Linea Notte – basta parlare dei processi pendenti sia in campo civile che penale e poi il discorso delle carceri“.

SOVRAFFOLLAMENTO OLTRE OGNI LIMITE – Parlando di strutture carcerarie, invece, Rita Bernardini ha ricordato che siamo dinnanzi “al degrado più totale – ha aggiunto – Ci sono 28 mila detenuti in attesa di giudizio, quindi considerati innocenti fino a sentenza definitiva. Alcuni di questi ci stanno per molto tempo e la meta’ di loro sara’ riconosciuta innocente“. Necessario, dunque, il provvedimento di amnistia per risolvere l’emergenza: “Noi ci siamo fatti carico di fare una proposta che Marco Pannella ha fatto insieme a tutta la comunità penitenziaria, quella dell’amnistia per la Repubblica – ha proseguito la deputata – Su questo c’è paura. In realtà dobbiamo dire che l’amnistia già c’è ed è quella delle prescrizioni, negli ultimi 11 anni circa 2 milioni di reati. Ma l’arretrato, il deficit, che lo Stato ha nei confronti dei cittadini è immenso: 5 milioni e 200 mila procedimenti penali e altrettanti civili. Questo significa che è un paese in ginocchio. Per terminare una causa civile ci vogliono 10 anni. Ecco eprchè diciamo amnistia per la Repubblica. Anche il presidente della Repubblica ha detto che c’è una prepotente urgenza. In questo momento nelle carceri italiane si stanno commettendo dei reati, dei trattamenti disumani e degradanti mentre la nostra Costituzione ci dice che la detenzione deve servire per recuperare e reinserire il soggetto nella società“.