LA RELAZIONE DELLA FERRANTI ELUDE IL MESSAGGIO DI NAPOLITANO – ITALIA-24NEWS

LA RELAZIONE DELLA FERRANTI ELUDE IL MESSAGGIO DI NAPOLITANO – ITALIA-24NEWS 4 marzo 2014

Riporto di seguito la mia intervista uscita oggi sul quotidiano on line Italia-24News, in merito al dibattito alla Camera sul messaggio su giustizia e carceri del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

Di Helene Pacitto – “A me pare che la relazione di Donatella Ferranti del Pd, la presidente della Commissione giustizia alla Camera, sia completamente diversa nella impostazione dal messaggio originario di Napolitano su giustizia e carceri che risale al 7 ottobre scorso. In realtà si sta facendo un dibattito filtrato e questo lo trovo scorretto e inammissibile, dopo tutti questi mesi…”.

Rita Bernardini intervistata da “Italia-24news” ribadisce il proprio giudizio negativo su come Camera e Senato hanno gestito questa patata bollente del discorso di Napolitano. E questo pur di parlare d’altro, ignorando l’ultimatum europeo della Corte dei diritti dell’uomo che minaccia di coprirci di multe salate ed esemplari. Così continuando a umiliare l’Italia in Europa, “visto che ormai da tempo non siamo più uno stato di diritto”. Va anche ricordato che la Bernardini insieme a decine di altri militanti radicali è da giorni in sciopero della fame per tentare un dialogo quasi impossibile contro gli atteggiamenti di quella politica che sulla giustizia o è forcaiola o in “perfetta malafede”.

Onorevole Bernardini come le sembra questo dibattito?

E’ nato male e non si sta svolgendo all’insegna della buona fede e dell’onestà intellettuale rispetto ai temi delicati e gravissimi posti dal messaggio di Napolitano che risale al 7 ottobre scorso…

Che cosa intende precisamente?

La relazione della Commissione giustizia letta dalla presidente del Pd Donatella Ferranti è di fatto un filtro. Si limita a riprendere i temi posti da Napolitano e minimizza sull’amnistia. Dimenticando di dire che le riforme strutturali che il Capo dello stato ha indicato valgono per il futuro mentre per il presente non c’è che un provvedimento di clemenza, indulto collegato con un’amnistia, che possa metterci in regola con i diritti dell’uomo e con l’Europa. Nella relazione non si valutano indulto e amnistia ci si limita a dire con statistiche neanche precise di quelli che sono rientrati in carcere dopo l’indulto del 2006, ma omettendo di paragonarli a quelli che invece non avendo usufruito di alcun provvedimento di clemenza recidivano più del doppio.

Un paradosso quindi?

Bisogna dare atto a Fabrizio Cicchitto di avere detto una cosa giustissima, e cioè che quando l’Europa ci mette vincoli stringenti di bilancio ed economici nessuno si sogna di metterli in discussione, quando invece ci chiede di essere uno stato di diritto e di non torturare i detenuti tutti fanno finta di non sentire.

Quali iniziative politiche ulteriori prenderanno i Radicali per sensibilizzare l’opinione pubblica su giustizia, diritti umani dei detenuti e in genere di tutti i cittadini?

L’orientamento è di non presentarsi alle elezioni europee candidandosi in Italia proprio perché ormai non è più né una democrazia né uno stato di diritto. Magari ci candideremo in un altro paese europeo. Perché ormai queste condizioni di non – diritto sono diventate strutturali e non contingenti. E poi nessuno dice di volere l’amnistia politica, ma poi sapete che succede nella realtà quotidiana dei Tribunali?

Che succede?

Succede che nelle varie procure si deroga, come accade a Bologna, all’obbligatorietà dell’azione penale ricorrendo alle “direttive” e alle “circolari”.

Cioè?

I magistrati, scientificamente, per esempio la Corte di appello di Bologna fa così, mettono da parte i procedimenti che non sono in grado di trattare e che vanno a prescrizione nei prossimi 15 mesi. Sono loro i sacerdoti dell’obbligatorietà dell’azione penale e della prescrizione. E lo mettono per iscritto in circolari interne. Invece la politica non si prende alcuna responsabilità e tutto si risolve in ulteriore delega, anche politica, alla stessa magistratura. Che però non è eletta dal popolo. E nonostante questa assurdità non prevista dalla Costituzione, l’arretrato continua ad ammassarsi perché anche queste scorciatoie non bastano. Fino a quando dovremmo andare avanti così?