La mozione generale approvata dal Comitato Nazionale di Radicali italiani

La mozione generale approvata dal Comitato Nazionale di Radicali italiani 20 aprile 2015

Il Comitato Nazionale di Radicali Italiani, riunito a Roma il 17, 18 e 19 aprile 2015 prende atto di quanto denunciato nella sua relazione dalla Segretaria del Movimento riguardo alle condizioni di illegalità in cui continua a versare (nonostante la diminuzione della popolazione detenuta) il sistema penitenziario italiano e l’amministrazione della giustizia civile, penale e amministrativa con il carico paralizzante e anticostituzionale di oltre 10 milioni di procedimenti pendenti;

chiede che l’analisi contenuta nella sua relazione sia messa online e diffusa in quanto esamina, attraverso i dati forniti mensilmente dal Ministero della Giustizia, l’efficacia o meno degli innumerevoli provvedimenti – spesso inopinatamente definiti “svuota-carceri” -varati negli ultimi 5 anni;

lo stato di illegalità del sistema penitenziario italiano è evidenziato non solo dal fatto che ben 58 carceri continuano ad avere un sovraffollamento che va dal 130 al 200% ma, soprattutto, dall’aver assunto i “3 metri quadrati” a disposizione di ogni detenuto quale parametro di conformità all’esecuzione di una pena legale, in dispregio della sentenza Torreggiani; dall’aver proceduto a vere e proprie “deportazioni” della popolazione detenuta allontanando i reclusi dalle loro famiglie o da positivi – e rarissimi – percorsi di reinserimento sociale; dalla mancata assicurazione delle cure sanitarie oltre che dai quasi inesistenti percorsi individualizzati di trattamento di lavoro e di studio; per non parlare dei truffaldini rimedi preventivi e risarcitori voluti dalla sentenza Torreggiani e negati nei fatti alla quasi totalità dei carcerati che hanno subito sistematicamente per anni trattamenti inumani e degradanti; e, da ultimo, alla beffarda mancata chiusura degli OPG che continuano, nonostante i termini di legge, a detenere illegalmente internati che avrebbero dovuto essere destinati a “residenze” sanitarie oggi pressoché inesistenti o non corrispondenti ai parametri di legge;

ribadisce con forza la scelta politica della mozione del Comitato di gennaio che ha ritenuto essenziale ed istituzionalmente necessario fare proprio il messaggio presidenziale di Giorgio Napolitano ponendolo al centro dell’iniziativa politica del Movimento;

ringrazia perciò i militanti e dirigenti radicali Marco Beltrandi, Paola Di Folco, Lucio Bertè, Giuseppe Candido, Claudio Scaldaferri, Maurizio Bolognetti e Vittoria Bolettieri, i quali hanno consentito alla segretaria Rita Bernardini di poter sospendere il suo sciopero della fame -dopo 38 giorni per motivi salute- finalizzato come il Satyagraha di Marco Pannella,  a richiamare gli improcrastinabili obblighi di riforma strutturale della Giustizia, a partire da un provvedimento di amnistia e indulto che includa anche un’amnistia mirata per gli imputati di reati legati alle sostanze stupefacenti leggere sottoposti oggi, dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha cancellato la legge Fini – Giovanardi, a pene edittali minime e massime notevolmente inferiori da quelle previste dalla famigerata legge che aveva equiparato i derivati della cannabis alle droghe pesanti;

Ritiene, infine, che il movimento debba proseguire e intensificare la strada dell’azione nonviolenta e quella della disobbedienza civile per la legalizzazione immediata della cannabis, oggi richiesta anche dalla Direzione Nazionale Antimafia e perseguita dall’intergruppo parlamentare promosso da Benedetto Della Vedova.

Rita Bernardini