L. ELETTORALE, NON MI SEMBRA CHE LE PROPOSTE IN CAMPO CONSENTANO DI SAPERE CHI VINCE E CHI GOVERNA ‘UN MINUTO DOPO IL VOTO’

L. ELETTORALE, NON MI SEMBRA CHE LE PROPOSTE IN CAMPO CONSENTANO DI SAPERE CHI VINCE E CHI GOVERNA ‘UN MINUTO DOPO IL VOTO’ 17 gennaio 2014

La legge elettorale che i radicali propongono da una vita, e che hanno tentato anche con referendum vinti, è la legge elettorale anglosassone, maggioritaria ed uninominale, insieme al presidenzialismo. Il proposito di sapere la composizione del parlamento, di conoscere chi governa e chi controlla, tutto questo un minuto dopo il voto, non mi sembra destinato a realizzarsi a giudicare dal dibattito che vediamo in queste settimane.

Non possiamo dimenticare i referendum promossi dai radicali sulla materia, su cui i cittadini non hanno potuto esprimersi anche per le ingerenze che ci sono state da parte della Corte Costituzionale, che dichiarò inammissibili al voto alcuni referendum e ammissibili altri referendum, limitando fortemente quella seconda scheda che la nostra Costituzione affida al popolo italiano. Oggi ho dei dubbi sulla Corte Costituzionale, sul fatto che intervenga in questo modo su una legge elettorale che aveva eletto tre Parlamenti, e sul fatto che questo intervento produce – quasi da legislatore – una legge di risulta.

Quanto a Renzi, da lui fino ad oggi abbiamo solo ricevuto qualche sgarbo. Renzi ci disse che i temi da noi proposti con referendum dovevano essere affrontati dal Parlamento. Gli segnalo che il Parlamento dall’inizio della legislatura ha approvato solo cinque leggi di iniziativa parlamentare, quasi tutte di ratifica di accordi internazionali.