INTRODURRE L’AFFIDAMENTO AL SERVIZIO SOCIALE TRA LE PENE DETENTIVE NON CARCERARIE

18 settembre 2012

In commissione giustizia ho chiesto di introdurre l’affidamento al servizio sociale tra le pene detentive non carcerarie previste nel disegno di legge del Governo sulla depenalizzazione. Una proposta del tutto conforme alla finalità del disegno di legge del Governo nelle parti relative alle pene detentive non carcerarie e alla messa alla prova.

Il provvedimento modificherebbe il codice penale introducendo la nuova pena dell’affidamento al servizio sociale, che affiancherebbe le tradizionali pene principali, da irrogare direttamente dal giudice con la sentenza di condanna per reati puniti con la reclusione non superiore a 3 anni.

Occorrerebbe invertire la tendenza in atto che vede un continuo depotenziamento, fino ad arrivare a un sostanziale smantellamento, degli Uffici per l’esecuzione penale esterna (Uepe). Inoltre non si può non tenere conto dei continui gridi di allarme degli assistenti sociali il cui numero è così ridotto da essere stato quasi azzerato.

Ad agosto lo stesso Governo aveva accolto un ordine del giorno durante l’approvazione della spending review. Impegnava l’Esecutivo a escludere dalla riduzione delle dotazioni organiche delle pubbliche amministrazioni il personale della carriera dirigenziale penitenziaria, oltre che il restante personale amministrativo, educatori, psicologi, assistenti sociali. A che punto è la sua attuazione?

Il disegno di legge “Delega al Governo in materia di depenalizzazione, sospensione del procedimento con messa alla prova, pene detentive non carcerarie, nonché sospensione del procedimento nei confronti degli irreperibili” è stato presentato dal Guardasigilli Paola Severino il 29 febbraio 2012 e ha iniziato il suo iter in commissione Giustizia alla Camera il 29 marzo. Il testo è stato abbinato con altre sei proposte di legge in materia.