INTERVISTA AL CLANDESTINOWEB: FINALMENTE UN MINISTRO DI GIUSTIZIA CHE PRONUNZIA LA PAROLA AMNISTIA

INTERVISTA AL CLANDESTINOWEB: FINALMENTE UN MINISTRO DI GIUSTIZIA CHE PRONUNZIA LA PAROLA AMNISTIA 21 giugno 2013

Sono tornata a parlare di Anna Maria Cancellieri e alla sua apertura all‘Amnistia in una intervista al quotidiano online Clandestinoweb che riporto di seguito. La Cancellieri è il primo Ministro della Giustizia che, da cinque anni a  questa parte, si esprime senza mezzi termini per amnistia e indulto ed è la sola che sembra aver compreso che il satyagraha di Marco Pannella vuole essere un aiuto al “potere”, perché rispetti la sua propria legalità di fronte allo scempio che in Italia si fa -da più di trent’anni!- dello stato di diritto.

SOSTIENE RITA BERNARDINI, FINALMENTE UN MINISTRO DI GIUSTIZIA CHE PRONUNZIA LA PAROLA AMNISTIA

Di Helene Pacitto – Anna Maria Cancellieri dal 2006 a oggi è il primo ministro Guardasigilli a prendersi la responsabilità e l’onere di pronunziare la parola tabù: amnistia. Per la ex deputata radicale Rita Bernardini questa è una circostanza molto positiva. Necessaria ma non ancora sufficiente a imporre al Parlamento la patata bollente che la Corte europea per i diritti dell’uomo ci ha rimbalzato già a gennaio imponendoci di rientrare nella legalità. In questa intervista per Clandestinoweb la Bernardini spiega le mosse che adesso si attende dal governo sulla giustizia e la ratio dei referendum radicali.

La ministra Cancellieri sembra un po’ meno compassata e burocratica della Severino e per la prima volta parla esplicitamente di amnistia come unica cura per tornare alla legalità nelle carceri. Che ne pensa?

Da cinque anni a questa parte, Anna Maria Cancellieri è il primo Ministro della Giustizia che si esprime senza mezzi termini per amnistia e indulto ed è la sola che sembra aver compreso che il satyagraha di Marco Pannella vuole essere un aiuto al “potere”, a Cesare, perché rispetti la sua propria legalità di fronte allo scempio che in Italia si fa -da più di trent’anni!- dello stato di diritto. Ha usato l’aggettivo “strutturale” riferendosi all’amnistia indicandola come “strada maestra”. Una maggiore attenzione è però urgentemente necessaria da parte della ministra anche nei confronti dell’altra illegalità che affligge il sistema giudiziario italiano: il sovraffollamento dei processi dovuto alla loro irragionevole durata. Anche su questo fronte occorre l’amnistia costituzionale contro quella illegale e strisciante delle prescrizioni che “a caso”, e al ritmo di 200.000 all’anno, decretano la morte dei processi.

A trenta anni dall’arresto di Tortora i Radicali tornano a proporre referendum sulla giustizia giusta in un pacchetto di dodici quesiti che si propongono anche di abolire altre leggi che ci hanno allontanato dall’Europa come la Bossi Fini e la Fini Giovanardi. Quali rispondenze avete avuto dalle altre parti politiche?

C’è da rimanere a bocca aperta per quel che è accaduto domenica in Piazza del Plebiscito: il Presidente della Commissione Giustizia del Senato, Nitto Palma, è intervenuto dal palco per portare il sostegno del PDL ai referendum “radicali”. Era la notizia del giorno anche per chi voleva vederci lo “scandalo”. Ebbene, è accaduto che la notizia sia stata unanimemente censurata dalla totalità dei mezzi di informazione. In fondo potremmo dire che Pannella da una vita declina il suo “dover essere” ponendosi, spessissimo con scioperi della fame e della sete, un unico obiettivo: il diritto del popolo italiano ad essere informato, a conoscere per poter scegliere. Quanto all’appoggio o meno delle forze politiche al pacchetto dei 12 referendum, per il momento, abbiamo partiti e associazioni che“spizzicano” dal menu referendario. Ben vengano tutti, anche se a mio avviso, le cinquecentomila firme dovrebbero essere raccolte urgentemente su tutti e dodici i quesiti per consentire a tutti gli elettori di esprimersi pro o contro al momento del voto, il prossimo anno.

Alfano sembra volere fare la voce grossa contro l’amnistia, come contate di fargli cambiare idea e di evitare che continui a rincorrere Grillo, i leghisti e Fratelli d’Italia?

Mah, ci abbiamo provato in tutti i modi nella scorsa legislatura, ma le sue timide aperture hanno subito lasciato spazio al nulla, all’inconcludenza. Ditemi, quando era ministro della Giustizia, possiamo ricordare Alfano per una riforma una? Purtroppo, no; solo“contro-riformicchie” al seguito della peggiore Lega. Chi è nonviolento come noi però continua a voler dialogare anche con lui e a chiedergli cosa sia rimasto dello spirito liberale e garantista della Forza Italia del ’94 

Nel giorno del solstizio d’estate la situazione nelle carceri è quella che è, cosa prevede possa accadere se la situazione verrà lasciata decantare senza alcun intervento del governo o del Parlamento?

Sono anni che i detenuti si esprimono insieme ai Radicali e a Marco Pannella con il linguaggio della nonviolenza. Sarebbe oltremodo pericoloso disattendere questo loro modo di esprimersi finalizzato al raggiungimento dell’obiettivo di non dover più subire i trattamenti inumani e degradanti certificati e sanzionati come tali dalla Corte Europea dei Diritti dell’uomo. Lo stato italiano ha l’obbligo, non solo il dovere, di porre fine immediatamente a questa decennale mortificazione dei corpi e dello spirito che umilia e tortura pure il personale che lavora in carcere. Le misure predisposte da Parlamento e Governo, alcune delle quali anche buone, non sono minimamente atte a raggiungere quell’obiettivo: non svuotano un bel niente – ha detto la ministra Cancellieri – impediranno semplicemente l’ingresso di 3-4.000 persone. Per ottenere il risultato occorreranno – è sempre la Cancellieri ad affermarlo – misure più strutturali come indulto e amnistia. Capito, garantisti di sinistra, di destra e di centro?