INTERVISTA A ITALIA-24NEWS: SCIOPERO PER PORRE FINE ALLA TORTURA NELLE CARCERI ITALIANE

INTERVISTA A ITALIA-24NEWS: SCIOPERO PER PORRE FINE ALLA TORTURA NELLE CARCERI ITALIANE 2 aprile 2014

In una intervista a Italia-24News uscita oggi ho parlato dello sciopero della fame che sta portando avanti per porre fine alla tortura nelle carceri italiani.

Rita Bernardini: sciopero per porre fine alla tortura nelle carceri italiane

“Chi pratica la nonviolenza, chi fa il Satyagraha è animato da speranza e cerca di essere speranza”

Continua, giorno dopo giorno, l’emergenza carceri. Un problema che, per la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, dovrà essere risolto entro il 28 maggio. Italia-24News ha intervistato Rita Bernardini, segretario di Radicali Italiani, che proprio in questi giorni sta portando avanti uno sciopero della fame “per il rientro nella legalità da parte dello Stato sulle carceri”, e per raggiungere altri due obiettivi intermedi: ”tramite il Ministero della Giustizia, di fornire i dati precisi dei posti effettivamente disponibili in ciascun istituto”, “tramite il Ministero della Giustizia, di fornire i dati riguardanti la composizione degli oltre 5 milioni di procedimenti penali pendenti (di cui circa 1.800.000 contro ignoti), suddivisi per tipologia di reati e pene edittali massime”.

Come sta andando lo sciopero della fame?

Meno 9 chili, ma sto bene. Quando si è convinti di una cosa che si fa non si soffre.

Ho sentito che non è da sola..

No, assolutamente. Il Satyagraha (la lotta nonviolenta, nda) è portato avanti da altre 1500 persone, molti esponenti e militanti Radicali ma anche da molti parenti e famigliari dei detenuti e dai detenuti stessi. In particolare quelli del carcere di Caltanissetta e del carcere di San Gimignano.

Il termine dello sciopero è previsto per il 28 Maggio, giusto?

Io mi trovo al 34esimo giorno di sciopero della fame, mancano 56 giorni all’ultimatum che ha dato la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per far rientrare le carceri italiane nella legalità.

E se questa data non viene rispettata dall’Italia, che cosa succede?

Succede che l’Italia dovrà pagare un po’ di multe. Solo al momento ci sono almeno 4 mila detenuti che hanno fatto ricorso in Europa. E se si considera che con la sentenza Torreggiani per sette detenuti lo Stato ha sborsato 100 mila euro, facendo un po’ i conti le cifre diventano enormi.

Il Governo non sta rispondendo come dovrebbe?

Il Governo e il Parlamento non fanno quello che devono e che gli è stato suggerito con il messaggio alle Camere dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Il Presidente ha detto che non bisogna perdere nemmeno un giorno. Noi abbiamo l’obbligo di rimuovere le cause che generano la tortura nelle nostre carceri. La Camera dei Deputati ha respinto al mittente il messaggio del Presidente Napolitano, che con la sua storia e la sua cultura della costituzione, aiutato anche dalle azioni nonviolente di Marco Pannella, sa che uno Stato democratico non si può permettere di praticare la tortura in modo seriale.

Si può parlare quindi di tortura?

Certo, perché la Corte Europea ci ha condannato per la violazione dell’Articolo 3, che va sotto il nome di tortura e si riferisce ai trattamenti inumani e degradanti a cui sono costretti i detenuti.

Riuscirà finalmente a cambiare questa realtà in Italia?

Chi pratica la nonviolenza, chi fa il Satyagraha è animato da speranza e cerca di essere speranza. E quindi se uno è speranza, evidentemente ha fiducia che le cose possano cambiare.

Fonte: Italia-24News