INTERVISTA A ITALIA-24NEWS: “QUELLA SINISTRA CHE SOFFRE DI BERLUSCONITE-DEGENERANTE”

INTERVISTA A ITALIA-24NEWS: “QUELLA SINISTRA CHE SOFFRE DI BERLUSCONITE-DEGENERANTE” 15 aprile 2014

In una intervista pubblicata oggi su Italia-24News, che riporto di seguito, ho parlato della scadenza che ci ha imposto la Corte Edu e ho spiegato le ragioni per cui ho interrotto il mio sciopero della fame dopo 46 giorni.

Bernardini: “Quella sinistra che soffre di Berlusconite-degenerante”

Duro attacco della segretaria di Radicali Italiani a Gabanelli e Micromega

Manca poco alla scadenza dell’ultimatum (28 maggio) imposto dalla Corte EDU all’Italia per risolvere il problema del degrado in cui versano i penitenziari. Tema che è già costato al Paese più di una condanna da parte dell’Europa e che è stato oggetto di numerose battaglie dei radicali. Dopo oltre un mese e mezzo di sciopero della fame, Rita Bernardini, segretario nazionale di Radicali Italiani, spiega a Italia-24News il motivo che l’ha portata ad interrompere la sua protesta non violenta e continuare con le iniziative in favore dell’affermazione di uno Stato di diritto.

Cosa l’ha spinta a interrompere lo sciopero della fame?

L’ho interrotto, dopo 46 giorni, in seguito all’approvazione – domenica scorsa – da parte del Comitato Nazionale di Radicali Italiani di una mozione generale che vincola gli organi del partito a proseguire la lotta centrale che ha come obiettivo immediato l’obbligo della fuoriuscita dello Stato italiano dalla condizione tecnicamente criminale nella quale si trova da decenni per la tortura nelle carceri e per la disastrosa amministrazione della giustizia. Inoltre, il Satyagraha che ha coinvolto più di 1.500 persone è stato rilanciato grazie all’impegno nonviolento di oltre 40 dirigenti radicali che hanno raccolto il testimone dello sciopero della fame e che proseguiranno, coinvolgendo altri. Sono anche soddisfatta per aver strappato al DAP la verità sul numero dei posti effettivamente disponibili nelle carceri italiane, che non sono circa 50.000 come si diceva, ma, tenendo in considerazione le sezioni chiuse, 43.500. A questi però vanno sottratti altri posti. In Sardegna, a fronte di 1.800 posti, ci sono 1.100 detenuti. Ma questi 700 posti non possono essere presi in considerazione a meno che non si voglia attuare una sorta di deportazione di massa di detenuti nell’isola. Lo stesso vale per gli OPG, che sono comunque in dismissione nonostante l’ennesima recente vergognosa proroga. Qui ci sono altri 400 posti in più che non possono essere utilizzati perché non si può pensare di sistemare detenuti comuni in ospedali psichiatrici giudiziari. Occorre, insomma, che la verità si faccia strada e che venga garantito al popolo italiano i diritto negato alla “conoscenza”.

In breve, cosa prevede la mozione del Comitato nazionale di Radicali italiani?

La mozione impegna i radicali nella lotta contro l’illegalità del sistema carcerario italiano e del sistema giudiziario. A tal proposito vorrei sottolineare quella che io chiamo la malattia della “Berlusconite degenerante” di personaggi della pseudo-sinistra. Ho visto la vergognosa trasmissione “Report”, al termine della quale la conduttrice Milena Gabanelli ha pronunciato un secco “no” all’amnistia. Ho letto inoltre di un appello sconclusionato lanciato da Micromega contro indulto e amnistia, tra i cui firmatari compaiono i nomi di Barbara Spinelli, Andrea Camilleri e Paolo Flores D’Arcais. Queste persone respingono un provvedimento che potrebbe riportare alla legalità la nostra democrazia solo per la paura che Berlusconi possa trarne vantaggio personale: è una vita che negano diritti fondamentali a tutti gli italiani agitando lo spauracchio di Berlusconi che, a differenza di lorsignori, i referendum radicali sulla giustizia e le libertà civili almeno li ha firmati. La mozione poi affronta altri punti importanti che riguardano l’occupazione da parte della “nuova partitocrazia” dei gangli vitali della nostra economia, a partire dal sistema bancario.

Tornando al vostro impegno sulla giustizia, lei ha più volte elogiato il Capo dello Stato.

Certo. Il messaggio che Napolitano ha inviato alle Camere sembrava lo avesse scritto Marco Pannella. Si tratta di un messaggio istituzionalmente e costituzionalmente perfetto. Mi viene da dire “meno male che il Presidente della Repubblica c’è” a tenere viva la speranza che si possa ritornare alla legalità dello Stato e che l’Italia la finisca di essere una “democrazia reale” disancorata totalmente dai precetti costituzionali italiani ed europei..

Ha notato un cambiamento in Parlamento dopo il messaggio del Colle?

Se ciò fosse avvenuto, avremmo vinto e, con noi, l’intero Paese. Purtroppo è accaduto che il Parlamento, dopo averlo ignorato, ha volgarmente rispedito al mittente il messaggio del Capo dello Stato, commettendo un atto gravissimo.

Come continua la sua battaglia nonviolenta?

Adesso il testimone è passato agli esponenti radicali che stanno proseguendo il Satyagraha. Inoltre, con l’avvocato Debora Cianfanelli, stiamo ultimando un dossier-verità sulle carceri italiane, che invieremo al Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa.

Fonte: Italia-24News