INTERVISTA A “GLI ALTRI”: LA SINISTRA, I REFERENDUM E L’AMNISTIA

INTERVISTA A “GLI ALTRI”: LA SINISTRA, I REFERENDUM E L’AMNISTIA 16 ottobre 2013

In una intervista al settimanale “Gli Altri” ho parlato di sinistra, referendum e amnistia.

Il lancio dei referendum del Partito Radicale sulla giustizia ha contribuito a fare tornare il tema dei diritti dei detenuti al centro del dibattito pubblico. Persino il Presidente Napolitano ha speso recentemente parole in merito. Per capire se possiamo sperare in un reale miglioramento del pianeta giustizia ne parliamo con l’ex segretaria radicale Rita Bernardini che da sempre si spende in prima persona sulla questione delle carceri e del garantismo.

Dopo anni di immobilismo sulla giustizia possiamo finalmente esclamare: «(qualcosa) eppur si muove!»?

Sicuramente la tenacia di Marco Pannella nel portare avanti la battaglia non-violenta sulle carceri sta cominciando a dare i propri frutti, non abbiamo ancora raggiunto gli obiettivi che ci siamo prefissati ma dopo anni che si chiedeva un intervento deciso del Capo dello Stato sulla materia, qualcosa sembra muoversi per davvero. Ho trovato importante poi la scelta dei termini fatta da Napolitano nel suo discorso: ha parlato infatti di “obbligo” di sanare la vergognosa situazione carceraria. Quando si lotta per l’amnistia, l’indulto, il miglioramento delle condizioni di vita dei detenuti è per una stramberia da radicali ma proprio per un obbligo, un dovere che bisogna assolvere se vogliamo definirci stato democratico e di diritto.

Ha fatto molto scalpore la scelta di Pannella di “ingaggiare” Berlusconi come testimonial della vostra campagna referendaria. E’ una scelta che rivendica o pensa che sia stato un passo falso quello di rischiare di sovrapporre la questione del garantismo con i problemi giudiziari personali del Cavaliere?

In questo regime basato sul furto di informazione e di conoscenza, si grida sempre allo scandalo quando qualcuno cerca di informare i cittadini. Guardiamo alla sostanza: dopo che Berlusconi ha firmato tutti i nostri referendum (e sottolineo tutti, compresi quelli che vogliono abrogare leggi varate dai suoi governi!) ai banchetti si sono cominciate a formare le file e non solo di berlusconiani. Più che di Berlusconi mi preoccuperai della latitanza delle sinistre su temi che dovrebbero riguardare chi si definisce progressista. L’apporto alla battaglia di partiti come Sel e i socialisti, che pure avevano appoggiato alcuni quesiti, è stato quasi nullo.

Forse perché questi partiti hanno paura di dare anima e corpo per battaglie che in Italia vengono considerate di destra?

E’ proprio questa la cosa drammatica! La sinistra non dice mezza parola su temi come l’abolizione dell’ergastolo o sulla separazione delle carriere (una proposta, tra l’altro, che era fortemente condivisa anche da Falcone). Al massimo la sinistra ne chiacchiera nei convegni di queste cose, ma quando c’è da lottare sparisce.

Il problema della delinquenza e delle carceri non è scollegato da quello della crisi economica e in generale delle condizioni sociali. Non è tempo anche per il Partito radicale di mettere in campo proposte per affrontare, radicalmente appunto, la questione sociale?

Noi crediamo che per rilanciare l’economia sia necessario liberarla dalle ingessature, dal controllo partitocratico; solo così si potranno investire risorse ingenti per un welfare che si occupi degli indigenti. Un welfare che sia però produttivo e reale: non possiamo più permetterci di dare, ad esempio, pensioni di invalidità a chi non ne ha diritto. La spesa pubblica senza freni ci ha portati a creare il terzo debito pubblico più grande al mondo. Dobbiamo partire dal taglio degli sprechi. Le faccio un esempio concreto: nel carcere di Agrigento c’è un padiglione quasi terminato che da tempo è inutilizzato: oltre allo schiaffo morale ai detenuti costretti a vivere come sardine in scatola si aggiunge lo spreco di risorse dei cittadini!

Tra i quesiti referendari ce ne sono anche alcuni che trattano il tema dell’immigrazione. Anche alla luce della recente tragedia di Lampedusa, non trova ipocrita l’atteggiamento di chi ha voluto e sostenuto le leggi xenofobe sul tema che voi volete abrogare e poi piange le persone morte mentre scappavano da guerre e ingiustizie?

Certo, ma trovo ipocrita anche la sinistra che si dice a favore di leggi migliori per l’immigrazione e poi ci caccia dalle feste de l’Unità quando raccogliamo le firme per abrogare le norme razziste. Del resto Bersani, nell’ultima campagna elettorale, disse che delle istanze dei Radicali se ne poteva anche fare a meno perché lui voleva una legislatura tranquilla. Si è visto come è andata a finire la legislatura tranquilla…mi verrebbe da dire «ben gli sta» se non fosse che poi i conti li pagano i cittadini.

E’ ottimista o pessimista sul successo dei referendum?

Nel corso della mia vita politica ho imparato ad abbandonare le categorie di ottimismo e pessimismo. Sono e siamo tutti molto determinati.

Fonte: Gli Altri