INTERVISTA A CLANDESTINOWEB: PRIMO SUCCESSO SUL DIRITTO DI VOTO AI DETENUTI

INTERVISTA A CLANDESTINOWEB: PRIMO SUCCESSO SUL DIRITTO DI VOTO AI DETENUTI 6 dicembre 2012

Testo integrale dell’intervista rilasciata al quotidiano Clandestinoweb – E’ durato 41 giorni lo sciopero della fame, alternato a quello della sete, di Rita Bernardini, deputata dei Radicali, di Irene Testa, presidente dell’associazione Detenuto Ignoto, e di Maurizio Bolognetti,  segretario dei Radicali Lucani. Il motivo era la difesa del diritto al voto per i detenuti e del provvedimento di amnistia, “unica soluzione” per risolvere l’annoso problema del sovraffollamento che affligge l’Italia da Nord a Sud. La scelta di interrompere questa dimostrazione nonviolenta è arrivata dopo che la proposta radicale è stata accolta e calendarizzata da due commissioni parlamentari. Sull’argomento abbiamo intervistato la deputata Rita Bernardini.

Onorevole Bernardini come mai avete scelto, dopo 41 giorni, di interrompere lo sciopero della fame?

Perchè abbiamo ottenuto un piccolo grande successo, ovvero quello di aver  convinto due commissioni parlamentari, la commissione Giustizia e Affari Costituzionali, di unirsi in una seduta congiunta e discutere della nostra proposta sul diritto di voto ai detenuti. Le commissioni si riuniranno martedì prossimo, 11 dicembre, e nell’occasione Marco Pannella ha lanciato una tre giorni di mobilitazione che partirà domenica prossima. Nelle carceri verrà riproposta l’iniziativa che, dal 19 al 22 novembre, ha coinvolto migliaia di reclusi in tutta Italia che hanno digiunato e promosso la battitura delle sbarre, alternata a momenti di silenzio. Anche noi faremo la nostra battitura, nella veste di cittadini, davanti a Montecitorio, con pentole, coperchi, posate e tutto il necessario per farsi sentire. Marco, inoltre, a partire dal 6 dicembre ricomincia uno sciopero della fame, alternato ogni tre giorni, da una giornata di sciopero della sete.

Ci spiega meglio la questione del diritto di voto ai detenuti?

Pur essendo moltissimi i reclusi che conservano il diritto di voto, finora soltanto il 7 per cento di loro e’ stato messo nelle condizioni di esercitarlo, a causa di ostacoli e complicazioni burocratiche che privano i detenuti di un diritto dovere fondamentale. Ecco perchè chiediamo al governo di sollecitare, attraverso il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, i direttori degli istituti penitenziari affinchè  informino tempestivamente i detenuti sugli adempimenti da compiere per essere ammessi al voto in carcere.

Oltre alla motivazione sul diritto di voto,  lo sciopero della fame che lei ha iniziato insieme a Testa e Bolognetti, era basato anche sulla difesa dell’amnistia. Continuerete su questa strada?

La battaglia per l’amnistia proseguirà perchè è necessario  e inevitabile questo provvedimento. Purtroppo la classe politica non vuole capire e continua a nascondersi approvando solo provvedimenti inutili.

Vuole anticiparci altre iniziative, anche per in previsione del periodo natalizio?

Per ora dico solo che sabato e domenica prossima farò altre due visita a sorpresa nelle carceri italiane…