INTERVISTA A CLANDESTINOWEB: INIZIATIVA NON VIOLENTA SVEGLI LO STATO

26 ottobre 2012

Prosegue la battaglia dei Radicali per ottenere “giustizia” e una situazione vivibile nei penitenziari italiani, al collasso da tempo. In un’intervista al Clandestinoweb ho voluto riportare l’attenzione su un’emergenza che non è mai cessata. Per questo per richiamare nuovamente l’attenzione delle istituzioni insieme a Irene Testa, presidente dell’associazione “Detenuto Ignoto”, ho scelto di avviare una nuova iniziativa “nonviolenta”.

Come mai la scelta di iniziare uno sciopero della fame e della sete?

Si tratta di una forma particolare di iniziativa nonviolenta. Io e Irene Testa abbiamo iniziato con uno sciopero della fame e lo alterneremo con un totale sciopero della fame e della sete. Questo perché riteniamo che non si possa stare in silenzio dinnanzi alle mancate risposte da parte delle istituzioni sia sulla situazione delle carceri in Italia che su quella della giustizia. Il nostro Paese continua ad essere condannato in sede europea per i tanti milioni di procedimenti penali pendenti. Ecco perché abbiamo deciso che occorreva una risposta democratica non violenta e radicale. Crediamo che sia necessario impegnarsi in prima persona e non rimanere inermi dinnanzi a tali violazioni di diritti.

Rispetto all’ultima iniziativa dei Radicali sull’emergenza carceri e giustizia cosa è cambiato?

Da tempo sentiamo solo parole vuote, a partire da quelle del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano per arrivare a quelle del ministro Severino che ha promesso provvedimenti risolutivi mai arrivati. Continuiamo a constatare che con i provvedimenti approvati e in discussione la situazione non solo è rimasta la stessa se non aggravata. Solo due giorni fa ci sono stati tre suicidi e questi sono un segnale forte che spiega quale sia lo stato di totale sofferenza della comunità penitenziaria, così dicendo non penso solo ai detenuti ma anche alla gente che lavora in carcere.

Infine, il provvedimento di Amnistia è da considerarsi archiviato con questo Governo?

Ci hanno risposto che al momento non ci sono le condizioni politiche e, tuttavia, le prese di posizione di queste ultime ore sono di fondamentale importanza. Anche la Cei attraverso Monsignor Pompili, ospite di Radio Radicale è arrivata a difendere questa soluzione. Si tratta di un fatto straordinario ed eccezionale segno che si sta muovendo qualcosa. Noi diciamo quello che va fatto subito, ovvero approvare l’amnistia, per evitare che lo Stato continui a comportarsi da criminale. Non si può aspettare e rinviare al prossimo Governo. Occorrono risposte immediate. Saranno gli attuali ministri eventualmente ad assumersi la responsabilità di negare una cosa necessaria. Noi come Radicali continuiamo a fare quello che riteniamo sia nostro dovere.