INTERVISTA A CLANDESTINOWEB: AMNISTIA, GIUSTIZIA E LIBERTA’ PER RIFORMARE SISTEMA

INTERVISTA A CLANDESTINOWEB: AMNISTIA, GIUSTIZIA E LIBERTA’ PER RIFORMARE SISTEMA 7 gennaio 2013

Riporto l’intervista rilasciata al quotidiano online Clandestinoweb in cui si parla della lista di scopo Amnistia, Giustizia e Libertà.

I radicali hanno presentato il simbolo della lista Amnistia, Giustizia e Libertà con cui andranno alle prossime elezioni politiche. Già Marco Pannella aveva parlato di una lista di scopo con cui si intende continuare a portare avanti le battaglie che i radicali hanno intrapreso negli scorsi anni. Clandestinoweb ha intervistato l’onorevole Rita Bernardini per chiederle un commento sulla lista e sul programma politico con cui il partito intende presentarsi alla tornata elettorale.

Ci parli del simbolo della lista Amnistia, Giustizia e Libertà.

Il simbolo e il nome della lista sono stati già spiegati con le parole e con il corpo di Marco Pannella, protagonista di una lotta nonviolenta contro l’illegalità in cui versa il sistema giudiziario italiano. Ribadiamo ancora una volta che è necessaria una riforma strutturale e profonda di questo sistema. Il nome della lista racchiude la storia delle nostre battaglie, fatte negli ultimi trenta anni.

Quindi il nuovo simbolo è un segno di continuità con i temi su cui i radicali continuano a battersi?

Certo, continuità. Ma il nome non è nuovo. E’ una novità solo il suo utilizzo per le elezioni. Già nel 2005 Amnistia, Giustizia e Libertà era il titolo di una marcia di Natale a cui parteciparono tra gli altri anche Napolitano, Cossiga, Andreotti, D’Alema.

Cosa ci dice invece della lista?

E’ una lista di scopo, che si propone un obiettivo. Non è una lista radicale, ma appunto di obiettivo. La giustizia italiana non funziona. Basti pensare allo spropositato numero di processi penali pendenti. Siamo di fronte a un problema di legalità. Il rispetto delle regole è dimenticato. Ciò che è scritto nelle leggi non viene applicato. L’illegalità si manifesta nei confronti della Costituzione, in relazione alla durata dei processi, alle continue mortificazioni a cui sono sottoposti i detenuti nelle carceri. Anche l’ordinamento penitenziario viene costantemente violato. Io mi occupo di carceri e vengo sempre più spesso a contatto con persone a cui vengono violati i diritti. In Italia viene infranto anche ciò che è stabilito dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, in particolare dagli articoli 3 e 6, in cui si parla di mortificazioni della persona e della durata dei processi.

L’Italia è stata più volte richiamata dalla Corte europea dei diritti dell’uomo proprio su questi aspetti.

L’Italia è tra i paesi più condannati dall’Europa a causa dell’eccessiva durata dei processi. Il Ministro della Giustizia Paola Severino è stata anche convocata per dare una giustificazione alle continue sanzioni per la non ragionevole durata dei processi. C’è la necessità per la giustizia italiana di affrontare i processi con più serietà ed evitare il ripetersi di casi come quello di Enzo Tortora, e come il calvario che sta vivendo in questi giorni Ambrogio Crespi.

In questa fase si parla spesso di necessità di una rivoluzione politica. Voi come vi ponete davanti a questa che sembra diventata un po’ una moda.

Noi non siamo un partito rivoluzionista, siamo riformatori. La storia dice che le riforme più importanti sono state fatte con i referendum: ad esempio quelli sul divorzio, sull’aborto. Questo sistema illegale ci sta per regalare l’ennesima tornata elettorale che contrasta con tutti i principi della democrazia.