INTERROGAZIONE PARLAMENTARE SULLA MORTE DI DANIELE FRANCESCHI, UCCISO IN CARCERE IN FRANCIA

28 aprile 2012

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

Al Ministro della Giustizia

Al Ministro degli Esteri

Per sapere, premesso che:

in merito alla morte di Daniele Franceschi, deceduto all’età di 36 anni nel carcere francese di Grasse il 25 agosto del 2010, il legale della famiglia Franceschi/Antignano, Avv. Aldo Lasagna, riassume in modo cronologico i momenti salienti della drammatica vicenda:

25 agosto 2010 – data ufficiale del decesso comunicata dalle autorità carcerarie ai familiari. Come ben noto Daniele Franceschi era detenuto a Grasse da più di 5 mesi ed aveva inoltrato richieste pressanti di avere un colloquio col Console italiano di Nizza, risultate purtroppo inevase dalle autorità francesi con motivazioni del tutto pretestuose; inoltre il ragazzo aveva inviato alla madre numerose missive con cui denunciava una lunga serie di soprusi e patimenti subiti all’interno della struttura penitenziaria;

31 agosto 2010 – svolgimento della prima autopsia da parte dei medici legali francesi e contestuale rifiuto dell’ ammissione di un medico italiano peraltro già prescelto dalla Farnesina e già presente sul territorio francese.

13 ottobre 2010 – decisione della madre di protestare davanti al carcere di Grasse con gesto simbolico di esposizione di uno striscione ed immediato arresto della sua persona operato da parte dei gendarmi francesi immediatamente accorsi su richiesta del direttore del carcere. Intervento risolutivo del nostro massimo rappresentante dell’autorità consolare a Nizza grazie al quale la Sig.ra Cira viene rimessa in libertà dopo essere stata ammanettata e percossa. Tale trattamento inferto dagli agenti di polizia determina la redazione di un successivo referto sottoscritto da medici italiani e francesi che hanno diagnosticato l’incrinatura di alcune costole a causa del brutale intervento operato dagli agenti.

16 ottobre 2010 – rimpatrio della salma all’aeroporto militare di Pisa e contestuale trasferimento della stessa presso l’obitorio dell’Ospedale Versilia dove è stata eseguita un’immediata ricognizione autoptica dal Dott. Grazzini medico legale dell’ASL Versilia che ha riconosciuto il pessimo stato di conservazione del corpo e la procedura assolutamente anomala di asportazione di gran parte degli organi interni.

21 ottobre 2010 – autopsia ad opera del Dott. Varetto che conferma tutto quanto accertato nell’immediatezza dell’arrivo della salma all’obitorio dell’ospedale Versilia dal Dott. Grazzini, integrando quanto da quest’ultimo acclarato con la definizione di “manovre… distruttive” eseguite precedentemente dai medici francesi e cagionando così una sostanziale impossibilità di procedere ad ulteriori accertamenti sullo stato del cadavere finalizzati ad individuare la sussistenza di eventuali lesioni interne in conseguenza di supposti atti di violenza

2 novembre 2010 – colloquio della madre Sig.ra Cira Antignano in qualità di persona offesa ed alla presenza dei legali italiani e francesi, col Console italiano a Nizza e col Giudice istruttore francese Sandrine Ande’ incaricata di condurre un’istruttoria penale al fine di ricercare le cause della morte di Daniele. In tale occasione la madre esterna tutti i suoi dubbi e le sue preoccupazioni sulla sorte del diario che il figlio custodiva in carcere che potrebbe fornire lumi sui tetri giorni della detenzione patita nel carcere Francese

26 novembre 2010 – lettera di Carla Bruni pubblicata su ‘Repubblica’ e fatta pervenire ai legali italiani (Avv. Aldo Lasagna e Mariagrazia Menozzi) in risposta all’epistola accorata della Sig.ra Cira Antignano, indirizzata alla stessa ‘Premiere Dame’ e pubblicata da ‘Repubblica’. Ad una tale iniziativa, la stampa nazionale ed internazionale -compresi i nostri organi di informazione ed i TG nazionali – hanno conferito ampio risalto. Nella lettera, Carla Bruni-Sarkozy scrive “Ho letto la sua lettera con grande emozione” e si dice “commossa da questa testimonianza” ed esprime alla madre di Franceschi piena solidarietà. “Le sono vicina – spiega – nel suo dolore e nella sua pena per la tragica scomparsa di suo figlio Daniele”. “Ho pienamente fiducia nella giustizia francese” spiega nel messaggio Carla Bruni-Sarkozy, certa che ci sarà presto una riposta positiva alle richieste della famiglia del trentaquatrenne viareggino. “Sono in corso contatti in questa direzione” precisa, lasciando intendere di essersi informata sulle procedure attivate.

8 dicembre 2010 – con comunicazione formale del procuratore di Grasse rilasciata ai legali francesi ed ai colleghi italiani che stanno seguendo il caso, il Procuratore stesso ha dichiarato di non voler procedere ovvero di non dare ulteriore corso al procedimento intentato nei confronti della Sig.ra Cira Antignano in occasione della protesta manifestata in terra francese ed a causa della quale la cittadina italiana viene accusata del reato di ‘oltraggio alle ‘istituzioni Francesi’ per ragioni esclusivamente e meramente ‘umanitarie’…

gennaio 2011 – i legali italiani apprendono dell’intendimento del Giudice Andre’ di non consentire l’invio in Italia degli organi di Daniele Franceschi ancora preservati -a detta delle autorità francesi- presso differenti istituti di medicina legale e laboratori di analisi di varie città francesi. Segue comunicazione ufficiale dello stesso Giudice inquirente ai legali francesi e conseguentemente agli stessi legali italiani.

2 febbraio 2011 – la Sig.ra Cira Antignano accompagnata da una rappresentanza delle Istituzioni locali – presidente del Consiglio Provinciale di Lucca ed un assessore delegato dal Sindaco di Viareggio- si reca presso la sede dell’ Ambasciata di Francia e viene ricevuta dal primo Ministro della suddetta Ambasciata;

25 agosto 2011 – nel primo anniversario della morte di Daniele Franceschi, sul Nuovo Corriere di Lucca e Versilia viene riportata la notizia della nuova manifestazione della madre, Cira Antignano, davanti all’Eliseo:

“Cira Antignano, la madre di Daniele Franceschi, il giovane viareggino morto in un carcere francese, è oggi a Parigi, di fronte all’Eliseo, accompagnata dal legale, Aldo Lasagna, per cercare di riaccendere i riflettori sulla tragica fine del figlio. Franceschi, sposato, separato e padre di un bambino, morì il 25 agosto del 2010, a 36 anni, nel carcere francese di Grasse in circostanze ancora da chiarire (in alcune lettere il giovane aveva denunciato maltrattamenti e assenza di cure per forti dolori al petto). ”Nonostante le rassicurazioni del ministro Frattini inviate anche a me personalmente – afferma la senatrice del Pd Manuela Granaiola – le autorità giudiziarie francesi non hanno provveduto a restituire gli organi del ragazzo, trattenuti, si afferma, per l’inchiesta giudiziaria in corso. Il Consolato italiano e l’Ambasciata italiana a Parigi mi hanno assicurato che daranno alla madre del ragazzo tutto il sostegno possibile per sensibilizzare le autorità francesi e sollecitare la conclusione delle indagini. La speranza è quella che sia fatta giustizia”. La minaccia di mamma Cira è quella di incatenarsi se non otterrà quello che chiede.”

3 settembre 2011 – a distanza di pochi giorni dalla seconda manifestazione davanti all’Eliseo, arriva la notizia di una perizia che accusa i medici del carcere di Grasse: “Sarebbero state ignorate le richieste di aiuto del 36enne viareggino – si legge in una nota dell’AdnKronos – La madre della vittima: ”Si sgretola il muro di gomma delle autorità francesi”. Daniele è morto il 25 agosto 2010 in circostanze mai chiarite nel penitenziario di Grasse . Era detenuto con l’accusa di falsificazione e indebito utilizzo di carte di credito.”

11 novembre 2011 – il Corriere della Sera dà la notizia della non archiviazione del caso: “La famiglia del giovane ha ricevuto venerdì dalla magistratura francese la richiesta di «costitution de partie civile» per «homicide involontaire» (il nostro omicidio colposo). «Un atto importante – spiega l’avvocato Aldo Lasagna – che quasi certamente aprirà la strada al processo per avere una verità definitiva sulla morte di questo giovane connazionale». LEGGI L’ARTICOLO

E’ da tenere presente la risposta che il Governo italiano diede Il 27 ottobre 2010 all’interrogazione 5-03645 Ferranti sulla morte di Daniele Franceschi: “il Ministero degli Affari Esteri e il Ministro Frattini in prima persona seguono con la massima attenzione la vicenda di Daniele Franceschi”; (…) “Grazie all’intervento del Console Generale, la madre e alcuni familiari hanno potuto vedere il corpo di Daniele prima degli esami disposti d’ufficio dalle autorità carcerarie. Secondo quanto affermato nel primo referto medico francese, il corpo non presentava segni evidenti di lesione e appariva cianotico, «circostanza» – afferma il rapporto – «spesso legata all’arresto cardiaco».” (…) Il Console Generale a Nizza ha quindi chiesto alle autorità francesi che il corpo venisse mantenuto in condizioni tali da consentire un nuovo esame autoptico in Italia. Tale richiesta è stata ribadita dallo stesso Ministro Frattini in una lettera inviata al suo omologo francese Kouchner, il quale ha risposto facendo sapere di aver immediatamente interessato della questione il Ministro della Giustizia francese e di aver sottolineato la necessità di restituire la salma in maniera consona.” “Nel referto della prima autopsia effettuata in Francia – comunicato al Consolato Generale a Nizza il 14 settembre – si affermava l’assenza di tracce di violenza fisica e si segnalava che gli organi interni erano ancora sottoposti ad esame presso laboratori di Marsiglia e Tolosa. Secondo le procedure locali, la famiglia avrebbe a quel punto potuto chiedere l’effettuazione di una seconda autopsia in Francia. Tuttavia, la madre di Daniele, non potendo contare sulla presenza di un medico di sua fiducia, ha chiesto il rimpatrio della salma per procedere ad un esame autoptico in Italia, richiesta ribadita anche a fronte della segnalazione delle autorità francesi che gli organi interni erano ancora sotto esame e sarebbero stati resi disponibili solo a dicembre. Il giudice istruttore francese ha quindi disposto che il corpo, privo degli organi interni, venisse conservato in adeguate condizioni. Avendo appreso sia pure informalmente nella fase di definizione del volo di rimpatrio, che la salma – scongelata per la prima autopsia – era stata conservata ad una temperatura non inferiore a zero gradi, il Consolato Generale a Nizza è intervenuto sulle autorità francesi per ottenere delucidazioni al riguardo.” (…) “La Farnesina ha continuato a seguire la vicenda anche dopo l’arrivo del corpo in Italia. In particolare, è stato effettuato un intervenuto sull’Ambasciata francese a Roma, chiedendo a nome del Ministro Frattini che fosse disposta un’approfondita verifica sull’accaduto. Parallelamente la nostra Ambasciata a Parigi ha evidenziato ai locali Ministeri degli Esteri e della Giustizia il vivo auspicio che si giunga presto a conclusioni certe sulle cause della morte del connazionale. A fronte delle preoccupazioni della famiglia, il Console Generale a Nizza ha reiterato la richiesta al Procuratore di Grasse che gli organi siano mantenuti in condizioni tali da permettere un ulteriore esame in Italia e che siano restituiti alla famiglia il più celermente possibile.” (…) “Ricevendo lo scorso 20 ottobre la signora Antignano – accompagnata dal fratello, dal Sindaco di Viareggio, dalla Senatrice Granaiola e dall’onorevole Bergamini – il Ministro Frattini ha confermato la grandissima attenzione con cui segue personalmente il caso, assicurando che la Farnesina continuerà ad essere a fianco della famiglia affinché sia accertata la verità sull’accaduto. Egli ha quindi sottolineato che è in corso un’indagine della magistratura francese per fare piena chiarezza sulle circostanze della morte di Daniele e ha riferito le assicurazioni ricevute in questo senso da Parigi.

Il Ministero degli Esteri francese ha affermato, anche in un comunicato stampa, che gli organi mancanti sono stati prelevati per esami tossicologici e anatomopatologici tutt’ora in corso e che, poiché era stata preannunciata una seconda autopsia, il corpo è stato conservato ad una temperatura di zero gradi. Secondo i medici legali francesi, la congelazione a meno 18 gradi avrebbe, infatti, impedito un ulteriore esame. Dall’autopsia eseguita a Viareggio il 21 ottobre, di cui si attende il verbale ufficiale, risulterebbe l’assenza di lesioni traumatiche. Sarà compito della magistratura francese fornire comunque precisi riscontri sulla dinamica della vicenda che, come ribadito dal Ministro Frattini alla famiglia, continuerà ad essere attentamente monitorata dal Governo italiano.”

24 aprile 2012 – Il quotidiano La Nazione Edizione Viareggio – riporta la notizia degli ulteriori sviluppi della vicenda di Daniele Franceschi; in particolare, a pagina 4, nella Cronaca di Viareggio con il titolo MAMMA CIRA TORNERÀ PRESTO IN FRANCIA “VOGLIO LA VERITÀ SULLA MORTE DI MIO FIGLIO” si legge: Viareggio, 24 aprile 2012 – NON VUOLE darsi per vinta Cira Antignano, non permetterà che la morte di suo figlio Daniele Franceschi, avvenuta nell’agosto del 2010 nel carcere francese di Grasse dove era detenuto finisca nel dimenticatoio. Per questo è intenzionata a tornare a Parigi per far sentire la sua voce e magari dare vita a una clamorosa protesta proprio adesso che l’attenzione di tutti è volta al ballottaggio. Ai primi di maggio, poco prima del turno elettorale che eleggerà il nuovo presidente, Cira Antignano, difesa dall’avvocato Aldo Lasagna, volerà nuovamente sotto la Tour Eiffel per chiedere giustizia per suo figlio, per sapere a che punto è l’inchiesta della magistratura, che fine hanno fatto gli organi mai restituiti di suo figlio che furono oggetto dell’autopsia. INTANTO prima di tornare nuovamente in Francia, Cira Antignano parlerà domani a Roma nell’ambito delle manifestazioni organizzate per il 25 aprile dai radicali. E’ stata direttamente invitata da Marco Pannella visto che la manifestazione è stata organizzata per sensibilizzare l’opinione pubblica sui diritti dei detenuti e sulle morti in carcere. Quelle che avvengono in Italia, ma anche all’estero. In Francia appunto, dove perse la vita Daniele Franceschi. CIRA Antignano, la madre che da sempre si batte per conoscere la verità sulla morte di suo figlio e per ottenere giustizia dalle autorità francesi, è decisa a tenere alta l’attenzione perché da diversi mesi non si hanno più notizie importanti dalla Francia. Al momento si sa che la procura transalpina ha indagato per omicidio colposo quattro o cinque persone, presumibilmente i medici del carcere di Grasse che quantomeno sottovalutarono i sintomi manifestati da Daniele e le sue ripetute richieste di aiuto. Nel registro degli indagati forse anche qualche dirigente della struttura, ma il condizionale è d’obbligo perché neppure l’avvocato francese cui si è rivolta la famiglia Franceschi-Antignano è riuscito a sapere qualche informazione in più. L’unica novità rispetto a questo è che l’ambasciata francese a Roma ha contattato recentemente Cira Antignano per comunicarle che gli organi di suo figlio «sono meri reperti» e che quindi non le saranno mai restituiti. Fanno parte, insomma, del fascicolo dell’inchiesta. ANDRA’ invece probabilmente verso l’archiviazione l’inchiesta parallela che, a suo tempo, era stata avviata dalla Procura di Lucca sempre sulla morte di Daniele. I magistrati non hanno però una documentazione sufficiente per arrivare a delle conclusioni. Ecco perché Cira Antignano non vuole adesso abbassare la guardia e intende sfruttare il momento del possibile cambiamento politico in Francia per portare all’attenzione generale quanto accaduto a suo figlio nell’estate di due anni fa. Come si ricorderà la diplomazia italiana e i parlamentari si attivarono per fare pressioni sulla magistratura francese. La vicenda ebbe una grande eco mediatica a livello nazionale, ma a tutt’oggi non ci sono sviluppi significativi;

26 aprile 2012 – Il Quotidiano La Nazione dà la notizia di quanto riferito dalla madre di Daniele Franceschi: “non morì a Nizza ma a Grasse. Ci hanno dunque mentito anche sul luogo della morte”. Parole pesanti quelle di Cira Antignano, la madre di Daniele Franceschi, il ragazzo morto a 26 anni in cella in Francia. Il ragazzo morì il 25 agosto 2010. Era stato fermato perché secondo le accuse aveva usato una carta di credito falsa per giocare al casinò. Sulla vicenda ci sono attualmente tre indagati, un medico e due infermieri. Il ragazzo sarebbe morto di infarto ma secondo i giudici francesi i sintomi furono sottovalutati. Medico e infermiere sono indagati per omicidio involontario, il nostro omicidio colposo. Da ricordare inoltre che in Francia l’essere indagati equivale alla richiesta di rinvio a giudizio. “Ci devono spiegare perché finora ci avevano nascosto il vero luogo della sua morte -continua la donna, raggiunta da TMNews- questo dettaglio dovrebbe essere sufficiente a far capire quante cose strane devono esserci dietro la fine di mio figlio”. Cira Antignano ha appreso questa ulteriore novità dall’avvocato Maria Grazia Menozzi, che segue il caso sul versante francese. (…):

– quale sia, dopo 20 mesi, la ricostruzione che i Ministri interrogati fanno della vicenda;

– se i Ministri siano tenuti costantemente informati sulla vicenda dalle nostre rappresentanze diplomatiche in Francia che seguono il caso del nostro connazionale deceduto nella prigione di Grasse;

– come mai, nonostante le rassicurazioni, il corpo del giovane Daniele Franceschi sia rientrato in Italia in pessimo stato di conservazione e privo degli organi interni;

– cosa è in grado di dire il Ministro degli esteri sulla circostanza per la quale alla fine di ottobre 2010 le autorità francesi affermavano che gli organi interni fossero ancora sotto esame e che sarebbero stati resi disponibili solo a dicembre 2010;

– quale sia la ragione per la quale gli organi espiantati di Daniele Franceschi non siano stati ancora restituiti alla madre dopo più di venti mesi dal tragico evento

– se corrisponda al vero il fatto che l’ambasciata francese a Roma abbia contattato recentemente la Sig.ra Cira Antignano per comunicarle che gli organi di suo figlio «sono meri reperti» e che quindi non le sarebbero mai stati restituiti;

– se siano in grado di dire in quale ospedale sia morto il giovane Daniele Franceschi;

– cosa abbiano intenzione di fare per ottenere dalle autorità francesi spiegazioni convincenti rispetto alle contraddittorie risposte fin qui ottenute;

– quali iniziative intendano mettere in atto per supportare la madre di Daniele Franceschi nella drammatica ricerca della verità sulle cause della morte del figlio.