INTERPELLANZA PARLAMENTARE SULLA MORTE DI DANIELE FRANCESCHI -VIDEO

INTERPELLANZA PARLAMENTARE SULLA MORTE DI DANIELE FRANCESCHI -VIDEO 12 settembre 2012

Ho presentato un’interpellanza parlamentare per chiedere notizie e risposte in merito alla morte di morte di Daniele Franceschi avvenuta nel carcere di Grasse (Francia) il 25 agosto del 2010.  Un caso lasciato cadere nel dimenticatoio. Daniele aveva solo 36 anni ed era in carcere da cinque mesi. Prima di morire aveva  inviato alla madre numerose missive con cui denunciava una lunga serie di soprusi e patimenti subiti all’interno della struttura penitenziaria. Questa donna, ancora oggi, lotta per sapere la verità sulla morte del figlio

Ecco il testo dell’interpellanza:Signor Presidente, intanto voglio dare atto al Ministro Terzi di Sant’Agata – almeno per quello che io ho potuto constatare – di una attenzione quasi senza precedenti per i casi che colpiscono i nostri connazionali all’estero. Almeno, a me è capitato per vicende che gli ho sottoposto.

Per quanto riguarda le notizie che, invece, ci sono state fornite dalla sottosegretaria Dassù – dobbiamo sottolinearlo – si tratta di notizie importanti in quanto la storia non si è fermata né in Francia, né in Italia. Abbiamo avuto notizie che, in precedenza, non conoscevamo – anche perché sono piuttosto recenti – e questo deve sicuramente riempirci di speranza di fronte ad una madre che, come la sottosegretaria ha ricordato, è una madre disperata.

Tuttavia, disperata fino a un certo punto: lo voglio sottolineare ad onore di questa donna perché, vedete, in tutti questi mesi e in tutti questi anni, potremmo dire a partire dalla morte di suo figlio, non si è limitata semplicemente – e sarebbe stato già molto importante e fondamentale – a ricercare la verità sulla morte di suo figlio. Cira Antignano ha un impegno costante, qui in Italia, nel suo Paese, per sottolineare come siano fuori da ogni legalità le condizioni di detenzione nel nostro Paese, ed è in contatto con detenuti che sono malati nelle nostre carceri e non sono curati, oppure che vivono a centinaia di chilometri di distanza dalle proprie famiglie, contravvenendo così, il nostro Stato, all’ordinamento penitenziario. È in contatto con loro per cercare soluzioni e per cercare di dare conforto concreto.

Non è un caso, e questo lo voglio ricordare, che Cira Antignano abbia partecipato e sia intervenuta alla manifestazione radicale del 25 aprile per l’amnistia, manifestazione in cui abbiamo indicato, e questo lo voglio sottolineare, l’unica strada – perché, al momento, non ne sono state proposte altre – per fare uscire il nostro Paese dallo stato di illegalità delle nostre carceri. Infatti, sappiamo tutti, lo ha detto il Presidente della Repubblica il 31 luglio di un anno fa, che occorre intervenire con una prepotente urgenza; l’Europa ci chiede di uscire da questo stato di illegalità, e, finora, tutte le cose che sono state proposte non sono adeguate a che il nostro Stato finalmente la finisca di non rispettare le sue proprie leggi e decida di intervenire, e qui lo voglio dire, non solo sulla condizione di detenzione, ma anche sullo stato della giustizia che ci vede costantemente puniti in Europa per la mole gigantesca dei procedimenti penali e civili pendenti e, per quel che riguarda il penale, molti di questi, almeno duecentomila, cadono in prescrizione ogni anno. Questo problema della irragionevole durata dei processi, da decenni, non riesce ad essere affrontato in un modo adeguato. Questa è la nostra proposta e siamo felici di avere al nostro fianco questa donna, questa madre che non smette di lottare”