IL GOVERNO DIMENTICA LE CARCERI E, CONSIDERATO IL TEMPO CHE RIMANE ALLA FINE DELLA LEGISLATURA, RISCHIA DI RIDURRE TUTTO AD UNO SPOT

3 maggio 2011

A distanza di due anni dall’approvazione a Montecitorio della risoluzione radicale sulla giustizia, ha preso oggi il via, con la relazione di Pecorella e Contento, l’esame del ddl costituzionale  che introduce – almeno in relazione ai problemi affrontati – quanto noi avevamo richiesto e l’aula, con una maggioranza consistente, approvato.

Se da una parte non possiamo che dichiararci soddisfatti, dall’altra rileviamo tre problemi.

Il primo riguarda i tempi: questo ritardo rende fortemente improbabile il raggiungimento del risultato, il percorso per l’approvazione infatti richiede la doppia lettura di Camera e Senato trattandosi di ddl costituzionale. Perché si è aspettato tanto tempo?

Il secondo problema consiste nel fatto che all’interno di questa riforma vi sono dieci o più rinvii alla legge ordinaria, atteso che questo disegno di legge di riforma costituzionale ha bisogno di essere riempito di contenuti attraverso successive leggi attuative.

Terzo punto, per noi radicali il più importante, è il problema delle carceri: nessuna riforma della giustizia può prescindere per noi dal porre fine allo stato di illegalità dei nostri istituti penitenziari sempre più luoghi di violazione di diritti umani fondamentali di tutta la comunità penitenziaria”.