IL CONTRIBUTO DEL CSM ALLA CRISI DELLA GIUSTIZIA

IL CONTRIBUTO DEL CSM ALLA CRISI DELLA GIUSTIZIA 23 dicembre 2012

I magistrati? Tutti promossi! Da oltre 40 anni TUTTI raggiungono il massimo livello della carriera, dello stipendio della liquidazione e della pensione. ‘NA PACCHIA. Più avanti trovate in sintesi la relazione del Prof. Di Federico, professore emerito di Ordinamento giudiziario dell’Università di Bologna (radicale nei fatti e nell’anima) tenuta il 19 ottobre 2012 in occasione dell’Incontro di studio su “Le novità in materia di ordinamento giudiziario”.

Un ringraziamento va a Valter Vecellio, direttore di Notizie Radicali, che ci aiuta a non disperdere una delle poche voci “fuori dal coro”… Per quelli del coro, invece, Buon Ingroia a tutti voi!

Qui i due link alla sua relazione integrale:

http://notizie.radicali.it/articolo/2012-12-19/editoriale/ii-contributo-del-csm-alla-crisi-della-giustizia-1

http://notizie.radicali.it/articolo/2012-12-20/editoriale/il-contributo-del-csm-alla-crisi-della-giustizia-2

[sintesi relazione prof. Giuseppe Di Federico]

a) L’Italia è l’unico paese europeo ove nessun organo esterno influisce sulle decisioni che riguardano lo status dei giudici e pubblici ministeri e che tutte quelle decisioni sono assunte in piena indipendenza dal CSM.

b) A differenza di altri paesi i nostri magistrati, per iniziativa del CSM, non sono soggetti a reali, selettive valutazioni di professionalità e raggiungono tutti, da oltre 40 anni, il massimo livello della carriera, dello stipendio della liquidazione e della pensione.

c) Di conseguenza, per volere del CSM, i nostri magistrati hanno un trattamento economico complessivo molto più elevato di quello dei loro colleghi dell’Europa continentale . Negli altri paesi, infatti, solo un percentuale molto bassa di magistrati raggiunge i livelli più elevati della carriera, dello stipendio e della pensione.

d) A differenza degli altri paesi l’inamovibilità copre l’intero arco della vita lavorativa dei nostri magistrati (non solo dei giudici ma anche dei pubblici ministeri). Che anche questa è una conseguenza delle promozioni effettuate dal CSM sulla base dell’anzianità. Una volta raggiunta una sede gradita i magistrati vi possono rimanere indefinitamente a prescindere dalle esigenze di personale togato che insorgono negli uffici giudiziari meno graditi.

e) Le attività di supervisione dell’attività dei magistrati da parte dei dirigenti degli uffici sono di gran lunga meno pregnanti di quanto non siano negli altri paesi dell’Europa continentale, soprattutto a causa del ruolo di vertice organizzativo della magistratura che il CSM si è assunto. Un ruolo che, tra l’altro, pone nelle mani dei singoli magistrati di ogni ufficio giudiziario efficaci strumenti per controllare le scelte dei dirigenti ed eventualmente ottenere che esse vengano corrette da interventi del CSM.

f) A differenza di altri paesi i nostri magistrati possono svolgere per moltissimi anni funzioni non giudiziarie (anche in rappresentanza di partiti politici) e mantenere al contempo tutti i vantaggi di carriera ed economici dei magistrati che seguitano a svolgere attività giudiziaria.

Credo bastino queste sommarie indicazioni per evidenziare come da noi l’indipendenza sia stata declinata in termini molto più corporativi che in altri paesi e che al raggiungimento di questo risultato il CSM abbia giocato un ruolo di primo piano.