GRAZIE A CHI “RESISTE”, L’ATTENZIONE SUL CARCERE DI VICENZA RESTA DESTA. PERCIO’ GRAZIE A CLAUDIO BOTTAN

GRAZIE A CHI “RESISTE”, L’ATTENZIONE SUL CARCERE DI VICENZA RESTA DESTA. PERCIO’ GRAZIE A CLAUDIO BOTTAN 15 aprile 2013

Il prossimo 18 aprile all’Ufficio di Sorveglianza di Verona la dott.ssa Omarchi deciderà sul reclamo presentato da Claudio Bottan, difeso dall’avv. Igor Zornetta, che contesta le condizioni di detenzione disumane e degradanti in cui ha trascorso il periodo da maggio 2011 ad ottobre 2012 nella casa circondariale di Vicenza prima di essere trasferito in quello di Busto Arsizio.

Il reclamo, che conclude con una richiesta di risarcimento, è basato sulle ormai note condizioni di sovraffollamento dell’istituto e sulla conseguente mancanza di spazio vitale (meno di tre metri quadrati procapite ), assenza di attività trattamentali, permanenza in cella per 21 ore al giorno, inadeguata assistenza sanitaria, scarsa quantità e qualità del vitto, mancata fornitura di prodotti per l’igiene e la pulizia personale, nonché l’assenza del regolamento di istituto al quale fanno riferimento i vari rapporti disciplinari che sono stati inflitti a Bottan, tutti riferiti a pacifiche proteste di cui sarebbe stato il promotore.

Nella precedente udienza di Gennaio 2013, l’Ufficio di Sorveglianza aveva disposto accertamenti presso la casa circondariale di Vicenza per verificare la corrispondenza di quanto contenuto nel reclamo, che tra l’altro è desumibile anche da quanto emerso durante la visita dell’On. Rita Bernardini del Novembre 2012 a cui è seguita un’ interrogazione Parlamentare che ha denunciato condizioni gravi, tanto che il Dap ha disposto immediate ispezioni di cui ancora non si conosce l’esito.

Sarà interessante vedere quale decisione assumerà il Magistrato, dopo che lo sesso Tribunale di Sorveglianza di Venezia ha rinviato alla Corte Costituzionale la questione relativa alla richiesta di sospensione della pena presentata da un detenuto del Due Palazzi di Padova che lamenta condizioni di detenzione disumane e degradanti, ma soprattutto dopo che il governo italiano ha presentato ricorso contro la condanna della Cedu dello scorso gennaio. Sarà un’occasione per capire se la Magistratura di Sorveglianza ha recepito le disposizioni della Corte Europea in materia di reclami dei detenuti che imponevano allo Stato Italiano di dotarsi di meccanismi interni idonei a risolvere i contenziosi.