GOVERNO: RENZI SEMBRA RAPPRESENTARE SEMPRE PIÙ L’ITALIA CHE PRESCEGLIE VALORI E METODI DA REGIMI ANTI-DEMOCRATICI

GOVERNO: RENZI SEMBRA RAPPRESENTARE SEMPRE PIÙ L’ITALIA CHE PRESCEGLIE VALORI E METODI DA REGIMI ANTI-DEMOCRATICI 20 febbraio 2014

Riporto di seguito la mia dichiarazione apparsa sul sito Radicali.

Altro che sentenza Torreggiani! I tempi sono già scaduti da anni, ma Matteo Renzi sembra voler rappresentare sempre più quell’Italia che storicamente presceglie valori e metodi da regimi anti-democratici.

E’ semplicemente inaccettabile – e perciò non lo accetteremo – che le questioni poste dal Presidente della Repubblica con il suo messaggio alle camere dell’8 ottobre scorso siano state date finora come “non ricevute” e di fatto inascoltate, se la risposta del Parlamento si limita, come è accaduto, a qualche “salva carcere” il cui esito sarà quello di qualche migliaio di detenuti in meno.

A 97 giorni dalla scadenza della sentenza Torreggiani con la quale la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha intimato all’Italia -con un verdetto “pilota”- di rimuovere le cause strutturali dei trattamenti inumani e degradanti (Tortura) praticati nei confronti dei detenuti ristretti nelle nostre carceri, il solenne Messaggio del Presidente della Repubblica non solo non è stato discusso, ma lo si è di fatto sbeffeggiato con l’approvazione di provvedimenti che nulla hanno a che vedere con l’obbligo di uscire immediatamente dalla flagranza criminale in cui si trova il nostro Stato. Sia chiaro, i termini, gli ultimatum sono già scaduti da anni: il 28 maggio 2014 costituisce un limite temporale che, per le reiterate condanne non adempiute da parte del nostro Paese, implicherebbe logicamente, necessariamente, il ricorso alle estreme possibilità e capacità di autodifesa della Unione Europea quali la sospensione o addirittura l’espulsione dall’Unione stessa.

Per non parlare dell’altro e forse più grave “delitto” praticato dalle nostre istituzioni – anch’esso evidenziato nel messaggio presidenziale – che ci vede condannati “da” e “per” decenni per “l’irragionevole durata dei processi” penali e civili.

Dall’incaricato a formare il nuovo governo, la parola “giustizia” non esiste nei programmi, come se le riforme di cui parla possano camminare su un’infrastruttura totalmente inagibile, rovinosa e rovinata come quella della “giustizia” italiana. Matteo Renzi sembra voler rappresentare sempre più quell’Italia che storicamente presceglie valori e metodi da regimi anti-democratici.