GIUSTIZIA, SEVERINO E IL BILANCIO DEL 2012… SEMPRE PER NON ESSERE VOLGARI: SEVERINO FACCIA DI TOLLA

GIUSTIZIA, SEVERINO E IL BILANCIO DEL 2012… SEMPRE PER NON ESSERE VOLGARI: SEVERINO FACCIA DI TOLLA 23 gennaio 2013

Giustizia, Severino e il bilancio 2012
“Meno detenuti e risparmi dalle riforme”

Nel documento inviato al Parlamento, il Guardasigilli sottolinea il contenimento dei costi derivato dal taglio dei tribunali. Sul fronte carceri, soddisfazione per la diminuzione del numero dei detenuti e accento sul progetto di legge sulle misure alternative, da cui deriverebbe un alleggerimento del sistema non a scapito della sicurezza. In calo le pendenze nel civile, tendenza opposta nel penale: tempi lunghi dovuti all’appello, il vero “collo di bottiglia”

ROMA – Il Guardasigilli, Paola Severino, ha illustrato lo stato del sistema giudiziario italiano relativo all’anno 2012 nella relazione inviata al Parlamento. Nel documento, il ministro rileva come le riforme nella geografia giudiziaria e il taglio dei tribunali abbiano consentito risparmi, così come la riduzione delle intercettazioni. Sul fronte delle carceri, il Guardasigilli sottolinea con soddisfazione la diminuzione del numero dei detenuti e pone l’accento sul progetto di legge sulle misure alternative, da cui deriverebbe un alleggerimento del sistema senza andare a scapito della sicurezza. In calo le pendenze nel civile, tendenza opposta nel penale, dove i tempi lunghi sono dovuti soprattutto all’appello, un vero “collo di bottiglia”.

Aumentati i procedimenti penali. Rispetto all’anno precedente, nel 2012 è aumentato del 2,2% il numero complessivo di procedimenti penali pendenti presso gli Uffici giudiziari. In particolare, gli Uffici giudicanti hanno registrato un aumento dei dibattimenti, mentre quelli requirenti hanno evidenziato una lieve diminuzione delle pendenze (-0,2%).

Tempi più lunghi per i processi penali. L’incremento delle pendenze nel settore penale “incide negativamente sulla durata media prevedibile dei processi che fa registrare un allungamento dei tempi”. Tale allungamento è “piuttosto limitato” in primo grado (342 giorni nel 2011 contro 326 nel 2010) e in Cassazione (218 giorni nel 2011 contro 204 nel 2010), mentre è più significativo in Corte d’Appello, “vero collo di bottiglia del sistema” (947 giorni nel 2011 contro 839 nel 2010).

Ancora in calo le pendenze nel civile. E’ proseguita la riduzione degli affari pendenti presso tutti gli uffici in materia di giustizia civile: erano 5.922.674 a giugno 2009, sono 5.488.031 a giugno 2012. La contrazione è del 3,5% nei tribunali, dell’1,3% nelle Corti d’Appello, del 7% negli uffici del Giudice di pace. Il calo è associato in buona parte alla riduzione nelle iscrizioni – pari al 10,4% negli ultimi due anni – legata in particolare alle ricadute di diversi interventi legislativi relativi alla soluzione di alcune controversie in materia previdenziale, all’incremento del contributo unificato in alcune materie, all’introduzione della mediazione civile obbligatoria. Quest’ultima, fino alla bocciatura da parte della Consulta, tra il marzo 2010 e l’ottobre 2012 ha visto circa 210.000 mediazioni con una percentuale del 48% di accordi raggiunti. Solo nel 31% dei casi in cui era obbligatoria la mediazione le parti si sono presentate.

Previsti risparmi dal taglio dei tribunali. Le riforme sulla geografia giudiziaria e sul filtro in appello porteranno “risparmi di spesa significativi” rileva il Guardasigilli nella sua relazione. Un risparmio stimabile in circa 55 milioni di euro per il 2012 e 95 milioni di euro per gli anni successivi, oltre ad assicurare “rilevanti benefici in termini di maggiore efficienza ed efficacia degli uffici”. Per effetto del filtro all’appello, poi, si stima una riduzione di circa 55mila cause civili sopravvenute all’anno per un costo medio per ogni processo pari a 517 euro. Il risparmio complessivo stimato è di circa 28 milioni di euro l’anno.

Nuove piante organiche da definire con Csm. “Si stanno ora definendo, di concerto con il Csm, le nuove piante organiche, che consentano di assicurare che i benefici potenziali derivanti dalla riorganizzazione geografica vengano realizzati al meglio” afferma ancora il ministro della Giustizia, Paola Severino, in merito alla riforma della geografia giudiziaria e alla conseguente ridefinizione delle piante organiche per i magistrati. A palazzo dei Marescialli, ad occuparsene sarà la settima commissione.

In lieve calo costo intercettazioni. Dall’analisi del ministro si rileva una “lieve diminuzione” del costo delle intercettazioni (-4,6% nel 2011). Per le intercettazioni, si legge nella nota di sintesi alla relazione, “si beneficia ancora della norma contenuta nella finanziaria del 2010 che ha azzerato i costi per la produzione dei tabulati da parte delle compagnie telefoniche”. Si registra anche una riduzione nel numero dei “bersagli telefonici” intercettati (-3%).

Corruzione, riforma rafforzerà il contrasto. “Gli interventi hanno avuto l’obiettivo di rafforzare l’efficacia e l’effettività delle misure di contrasto alla corruzione” spiega Paola Severino in uno specifico passaggio della sua relazione, in cui fa riferimento alla riforma anticorruzione varata nello scorso autunno. “Con le riforme si è dato un importante riscontro alle indicazioni provenienti dalle istituzioni internazionali – osserva il ministro – oltre che una risposta a una diffusa domanda di intervento su una tema, quale quello della corruzione, molto avvertito, dal forte connotato simbolico e dalle pesanti ricadute economiche”. “La nuova legge – sottolinea il Guardasigilli – si muove nella direzione di un complessivo rafforzamento dei presidi penali, sia sul terreno delle fattispecie criminose, sia sul fronte della confisca e delle pene accessorie”.

Progressiva riduzione del numero dei detenuti. Tema caldissimo, le carceri. “Nel complesso – comunica Paola Severino – si è avuta, per la prima volta negli ultimi anni, una progressiva riduzione della popolazione detenuta”, passata da 68.047 al 30 novembre 2011 a 66.888 del 31 ottobre 2012. Nella relazione, il ministro sottolinea l’impatto del decreto salva carceri e dell’ampliamento della detenzione domiciliare. Importante il calo delle persone interessate dal fenomeno delle “porte girevoli”: si è passati dal 27% nel 2009 al 13% al 31 ottobre scorso. Sensibile incremento, poi, dei detenuti ai domiciliari, pari oggi a 8.647, di cui 2.393 stranieri.

Carceri: con misure alternative sicurezza e alleggerimento sistema. Il progetto di legge sulle misure alternative, che non è diventato legge prima della fine della legislatura, “ha il pregio di coniugare sicurezza sociale e deflazione, sia processuale che detentiva” rileva ancora Paola Severino, parlando di uno dei progetti che ha avuto più a cuore durante il suo mandato di ministro. Le misure previste del disegno di legge “avrebbero potuto interessare nell’immediato una platea di oltre 2.800 detenuti, oltre a generare benefici significativi in termini di flussi carcerari”. L’ottica in cui è nato questo ddl è quella di “recuperare la centralità dell’idea del carcere come extrema ratio”, ricorda Severino, per la quale la questione carceraria ha costituito, nella sua attività di ministro, “un filo continuo di azione, mai interrotto”. Il guardasigilli, nel corso del 2012, ha visitato più di venticinque istituti di pena.

Poste le basi per le riforme future. Sono diversi i temi in relazione ai quali “si sono poste le basi per future iniziative legislative” rileva infine il Guardasigilli. Il ministro, in particolare, ricorda l’avvio al Ministero della commissione di studio sulla prescrizione e il gruppo di lavoro sull’autoriciclaggio “con l’obiettivo di analizzare l’assetto normativo vigente e formulare proposte di modifica, nonché il tavolo tecnico sulla depenalizzazione che “concluderà i lavori entro la fine della legislatura, consegnando al ministro un elaborato normativo”. Severino, poi, ricorda che “al fine di fornire una possibile guida per interventi futuri” è stata predisposta una proposta normativa in tema di smaltimento dell’arretrato giudiziario civile, ed è in “avanzatissimo stadio di elaborazione” la riforma organica della magistratura onoraria. Altro punto che bisognerà affrontare in futuro è quello della mediazione: “La declaratoria di illegittimità costituzionale della norma – spiega Severino – dovrebbe essere colta come occasione per ridisegnare la disciplina valutandone l’ambito oggettivo e apportando possibili migliorie”.

Fonte: Repubblica.it