GIUSTIZIA, SABATO SAREMO A INAUGURAZIONE ANNO GIUDIZIARIO IN TUTTE LE CORTI D’APPELLO

GIUSTIZIA, SABATO SAREMO A INAUGURAZIONE ANNO GIUDIZIARIO IN TUTTE LE CORTI D’APPELLO 22 gennaio 2015

Dirigenti e militanti del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito e di Radicali Italiani anche quest’anno saranno presenti all’inaugurazione dell’anno giudiziario presso le Corti d’Appello, in programma per sabato 24 gennaio. Nell’ambito della cerimonia i radicali chiederanno di leggere un testo, lo stesso in ogni Corte d’Appello, per denunciare lo stato della Giustizia e del sistema carcerario italiano, anche alla luce delle ispezioni che i militanti radicali svolgono regolarmente e che hanno intensificato nelle ultime settimane, nell’ambito dell’azione nonviolenta denominata “Satyagraha di Natale”, lanciata dal leader Marco Pannella.

L’iniziativa è conseguente alle decisioni emerse nel corso dell’ultimo incontro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani, tenutosi a Roma nei giorni 16, 17 e 18 gennaio, che ha rilevato il permanere dell’illegalità in cui versa il sistema giustizia, con le violazioni dei diritti umani nei confronti dei detenuti e la durata non ragionevole dei processi. Tutti punti oggetto del messaggio inviato alle Camere dal Presidente della Repubblica l’8 ottobre 2013, che gli organi dirigenti dei radicali si sono impegnati a perseguire come obiettivo.

Si tratta di un atto e di una iniziativa che riteniamo doverosa per corrispondere in una sede istituzionale all’unico messaggio formale, inviato alle Camere dal Presidente della Repubblica uscente, nel corso dei suoi nove anni di Presidenza, contestualmente denunciando il comportamento di quelle Camere alle quali il Capo dello Stato si è rivolto, che hanno platealmente e sistematicamente negato dignità alle parole del Presidente Napolitano, volte a richiamare gli improcrastinabili obblighi di riforma strutturale della giustizia, a partire da un provvedimento di amnistia e indulto.

I radicali denunciano inoltre le responsabilità del sistema dell’informazione italiana, in particolare del servizio pubblico radiotelevisivo, colpevole, secondo i dirigenti di Torre Argentina, di non fornire all’opinione pubblica un’informazione adeguata a comprendere e giudicare gli atti del Presidente della Repubblica, in particolare proprio rispetto alle posizioni da questi espresse nei confronti della giustizia e della condizione carceraria.