GIUSTIZIA, POLITICA SORDA SULLA CERTEZZA DEL DIRITTO

GIUSTIZIA, POLITICA SORDA SULLA CERTEZZA DEL DIRITTO 9 settembre 2014

E’ la mancanza della legalita’, di certezza del diritto che porta l’Italia tra i Paesi con cattiva giustizia. E la politica sembra sorda a risolvere questo problema, nonostante le reiterate condanne della Corte europea dei diritti dell’uomo.

Per quel che riguarda l’amministrazione della giustizia siamo al 144/mo posto al mondo. Siamo stati ad Arghilla’, un carcere nuovo, la cui realizzazione e’ durata circa trent’anni e non si sa quanti soldi spesi. Voglio sottolineare che c’e’ una direttrice, la dottoressa Longo, veramente capace. E’ molto carente l’assistenza sanitaria. Un detenuto ci ha fatto vedere una grossa escrescenza al braccio, una probabile ciste, e da sei mesi, attende ancora di sapere di cosa si tratti.

Voglio inoltre ricordare che sui 99 morti in carcere quest’anno, ventinove sono stati i suicidi. Nelle carceri calabresi il problema sanitario e’ molto serio e l’Asp di Reggio non ha ancora preso in carico questo nuovo istituto. L’altro problema sottopostoci dalla dottoressa Longo e’ la bassa utilizzazione lavorativa dei detenuti di Arghilla’. Il lavoro e’ una delle caratteristiche, una delle poche attivita’ che puo’ recuperare il detenuto e reinserirlo nel mondo del lavoro. Recuperare per molti di loro trecento euro al mese significa poter dare un minimo di assistenza. Molte persone detenute ad Arghilla’ appartengono alle fasce sociali piu’ deboli, tossicodipendenti, ma che vivono comunque condizioni molte disagiate che possono spingere all’errore. Molte di loro sono riconosciute innocenti all’esito del processo e spesso capita anche alle persone piu’ deboli che scontano lunghi tempi di custodia cautelare, anni di galera ingiustamente.