GIUSTIZIA, MILLE ANNUNCI, MILLE PROMESSE, NESSUNA RIFORMA

20 gennaio 2011

In occasione del dibattito sulla riforma della giustizia del 19 gennaio 2011, ecco il mio testo dell’intervento:
Signor Presidente, Signor Ministro onorevoli colleghi, inizierò da una cronologia.
14 aprile 2008, Berlusconi: avvieremo subito la riforma della giustizia.
15 luglio 2008: a settembre il Governo sarà impegnato nel mettere a punto una grande riforma della giustizia.
Ancora, sempre nel 2008, Berlusconi: farò poche vacanze, all’Italia serve un «drizzone». In autunno riforma della giustizia.
2 settembre 2008, in tema di giustizia, il Ministro Alfano: la riforma non si può fermare.
7 ottobre 2008, Berlusconi: arriverà un’importante riforma della giustizia in cui accusa e difesa saranno messe sullo stesso piano.
6 dicembre 2008, in tema di giustizia, Berlusconi: la riforma va fatta, bisogna andare avanti.
6 dicembre 2008, il Ministro Alfano: questa maggioranza ha le idee chiare ed i numeri capaci per portare avanti un percorso di riforma della giustizia anche da sola.
Ancora, andiamo avanti, 19 dicembre 2008, Berlusconi: i tempi per fare una riforma della giustizia sono immediati, il testo è pronto.
11 gennaio 2009: con o senza l’opposizione la riforma della giustizia si farà, parola di Silvio Berlusconi.
20 gennaio 2009: il Presidente del Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi, ha confermato che la riforma della giustizia verrà presentata venerdì al tavolo del Consiglio dei ministri.
Intanto, il 28 gennaio 2009, signor Ministro, la Camera approvava la risoluzione che impegnava il Governo a fare la riforma della giustizia.
Arriviamo al 21 maggio 2009: metteremo tutto il nostro impegno – dice Berlusconi – nella riforma della giustizia penale e non ci fermeremo sino alla divisione delle carriere.
Il 10 agosto 2009, Berlusconi: con la ripresa delle attività politiche a settembre porteremo a termine la riforma della giustizia.
11 ottobre 2009: abbiamo allo studio – dice Berlusconi -, ma è pronta, la riforma del processo penale con la separazione dei PM dai giudici. È riforma fondamentale.
20 novembre 2009: la riforma della giustizia occupa un posto prioritario nel programma politico sulla base del quale gli elettori hanno ritenuto di affidare alla maggioranza, che mi onoro di guidare, il compito di governare. Naturalmente, chi parla è Berlusconi.
Il 23 novembre 2009 il senatore Quagliarello dice: il lavoro prosegue, stiamo cercando di portare avanti una riforma complessiva della giustizia. È dal 1994 che promettiamo di cambiare la giustizia, ora lo dobbiamo fare veramente.
Arriviamo all’11 gennaio del 2010, Giustizia: Berlusconi dichiara, avanti con le riforme, spero con l’opposizione.
Il 20 gennaio certo che il 2010 – sono sue parole, signor Ministro – passerà alla storia come l’anno della compiuta riforma della giustizia.
E andiamo ancora avanti; Berlusconi l’8 febbraio 2010 ha un sussulto di sincerità e afferma: sono esperto nelle riforme della amministrazione della giustizia, nel senso che non ne abbiamo fatta nessuna.
Il 26 febbraio 2010: la riforma della giustizia, la facciamo, la facciamo, adesso, lo facciamo – è sempre Berlusconi che parla – non credo che piacerà molto ai talebani, che sono all’interno della magistratura.
L’11 marzo 2010 Berlusconi: dopo voto, grande riforma della giustizia.
Il 19 marzo 2010 Berlusconi: serve una grande, grande, grande, grande – ripetendolo per quattro volte – riforma, una riforma radicale della giustizia per mettere fine a una patologia terribile nella nostra democrazia.
E, ancora, vi sono le dichiarazioni del 24 marzo: ora, grande, grande riforma della giustizia.
E poi arriviamo al 1° aprile – non è uno scherzo – e Berlusconi dichiara: la riforma dello stato, una grande riforma della giustizia dopo la tregua elettorale.
Poi, ancora, arriviamo alle dichiarazioni del 30 aprile 2010: abbiamo davanti tre anni di riforme e tra le più importanti quella della giustizia dalle fondamenta, partendo dai novemilioni di cause civili e penali ancora pendenti e cercando di garantire ai cittadini processi più giusti e tempi certi.
Naturalmente potremmo proseguire a lungo… Quello che vogliamo dire al Presidente del Consiglio e a lei, signor Ministro, è che Berlusconi si deve prendere un impegno: portare a termine la legislatura e realizzare la riforma americana delle istituzioni promessa fin dal 1994.
Mi riferisco a riforma elettorale, riforma della giustizia, federalismo e presidenzialismo. Faccia rientrare nella legalità le immondi carceri italiane e sarà ricordato, non per le vicende che leggiamo oggi sui giornali, ma per aver dato al Paese una grande riforma.