DROGA: AMNISTIA E INDULTO LE LINEE GUIDA

DROGA: AMNISTIA E INDULTO LE LINEE GUIDA 3 giugno 2014

Per alleggerire il sovraffollamento carcerario non rimangono che l’indulto e l’amnistia.

Il grido d’allarme che giunge dalla Dott.ssa Nunzia Gatto, Procuratore Generale aggiunto a Milano che coordina i magistrati dell’esecuzione penale, coincide con il nostro immediato commento di due giorni fa, diramato subito dopo la decisione della Corte di Cassazione che ha sancito la necessita’ di ricalcolare al ribasso la pena di migliaia e migliaia di detenuti sia per il piccolo spaccio messo in atto da recidivi, sia per lo spaccio di sostanze stupefacenti leggere che con la Fini-Giovanardi (dichiarata incostituzionale dalla Consulta), venivano equiparate alle droghe pesanti. Cosa ha dichiarato oggi la Dott.ssa Gatto al quotidiano Il Giorno? Che ogni caso di detenuto che chiedera’ (come e’ suo diritto) di rivedere la sua pena dovra’ essere esaminato singolarmente, che gli uffici saranno sommersi dal caos oberati di migliaia di richieste e che “si sarebbe dovuto seguire la linea piu’ volte indicata dal Presidente della Repubblica per alleggerire il sovraffollamento carcerario: AMNISTIA E INDULTO. In quel modo, per noi – prosegue la Dott.ssa Gatto – sarebbe stato possibile applicare automaticamente il condono ai detenuti che ne avessero avuto diritto. Cosi’ invece il giudice dovra’ rideterminare ogni singola sanzione attraverso un incidente di esecuzione alla presenza delle parti”.

Semplici e ragionevoli parole quelle del Procuratore generale aggiunto di Milano. Due giorni fa avevamo dichiarato che istituzioni serie avrebbero dovuto immediatamente attivarsi per dare alla luce un provvedimento di AMNISTIA e di INDULTO che, liberando le scrivanie dei magistrati, avrebbe consentito di indirizzare maggiori forze per perseguire i reati gravi e che, con l’indulto, avrebbe fatto uscire dal carcere chi deve scontare gli ultimi due o tre anni di detenzione fra i quali le migliaia di reclusi vittime della legge Fini-Giovanardi. C’e’ chi definisce i radicali eccessivi ed estremisti. Conveniamo. Lo siamo sicuramente della ragionevolezza che, in fin dei conti, si afferma sempre quando si ha a cuore lo Stato di diritto e la democrazia, oggi straziati dalla tortura nelle carceri e dalla giustizia irragionevolmente lunga che mette in ginocchio il nostro Paese impedendone sviluppo e progresso umano e civile.