DISCUTERE IL MESSAGGIO DI NAPOLITANO A PARLAMENTO CHIUSO? CHI SI INDIGNA CON M5S, SI COMPORTA IN MODO ANALOGO E MANCA DI RISPETTO AL PRESIDENTE

DISCUTERE IL MESSAGGIO DI NAPOLITANO A PARLAMENTO CHIUSO? CHI SI INDIGNA CON M5S, SI COMPORTA IN MODO ANALOGO E MANCA DI RISPETTO AL PRESIDENTE 4 febbraio 2014

Abbiamo inviato una lettera ai parlamentari per invitarli ad essere presenti (i deputati) al dibattito sul messaggio del Presidente della Repubblica che, ahinoi, è stato calendarizzato nella mattinata di Venerdì prossimo quando è risaputo che i deputati lasciano Roma per essere presenti sui territori di provenienza. Nella lettera chiediamo anche a deputati e senatori di portare un saluto alla nostra manifestazione che si terrà in concomitanza con il dibattito in piazza Montecitorio dalle 9.30 alle 14.00 per dare il meritato risalto al messaggio presidenziale, relativo alle ineluttabilità ed indifferibilità anche e soprattutto di provvedimenti legislativi straordinari per fare rientrare la situazione carceraria e della giustizia italiana nella legalità.

Dopo aver stigmatizzato la scelta di calendarizzare il dibattito di venerdì (o addirittura di sabato in caso di slittamento) abbiamo anche sottolineato come gli indignati di queste ore per la richiesta da parte del Movimento 5 stelle di impeachment nei confronti del Presidente della Repubblica, non abbiano però avuto remore a incardinare il dibattito sul messaggio presidenziale in un momento volutamente scelto come inadeguato e, a nostro avviso, sostanzialmente irrispettoso.

Nella lettera ai parlamentari abbiamo voluto anche sottolineare l’enorme differenza fra la scelta radicale del metodo nonviolento e quella “pentastellata”. Noi radicali – e in particolare Marco Pannella con i suoi prolungati scioperi della fame e della sete – abbiamo sempre cercato (e ricercato), pur nella polemica dura nei confronti del Presidente, di prospettare soluzioni affinché la sua funzione primaria di “garante” della Costituzione si affermasse nel modo più istituzionalmente consono. Ma il presupposto della nonviolenza – la nostra nonviolenza – è la dialogicità, che può ottenere come risultato quello che un’opposizione violenta non può conseguire perché cristallizza le posizioni rendendole impermeabili al dialogo, al dibattito, alla ricerca di una soluzione feconda, come quella che il Presidente Napolitano ha trovato con lo splendido, puntuale e ricchissimo messaggio che ha indirizzato al Parlamento.