CORRUZIONE, SEVERINO SALVA MAGISTRATI FUORI RUOLO

4 ottobre 2012

Grave la decisione del ministro Severino di neutralizzare l`emendamento Giachetti sui magistrati fuori ruolo sostenuto con forza e convinzione dai parlamentari radicali. Sulla base di questa nuova proposta del Governo, infatti, il magistrato potrà essere destinato a funzioni diverse da quelle giudiziarie anche per dieci anni consecutivi (e non più solo per cinque), a meno che il collocamento non sia avvenuto presso organismi istituzionali, di autogoverno, europei e internazionali, o presso le rappresentanze diplomatiche e le Authority, nel qual caso si potrà rimanere fuori ruolo senza alcun limite temporale, come nel caso della dottoressa Augusta Iannini, ex capo del legislativo al Ministero di Via Arenula e ora nominata all`Autorità Garante per la Privacy.

L`emendamento governativo è una presa in giro e non risolve in alcun modo il problema dell`impropria utilizzazione dei magistrati in particolare dentro le istituzioni del Governo e del Parlamento, fenomeno che attualmente rappresenta una delle più evidenti distorsioni nel rapporto tra Poteri dello Stato e pone seri problemi sul piano dell`indipendenza e dell`autonomia dei magistrati rispetto alla politica.

Lo stesso CSM tempo fa ebbe modo di stigmatizzare i vuoti di organico in senso alla magistratura invitando la politica “a limitare al massimo le richieste di destinazione di magistrati a funzioni diverse da quelle giudiziarie.

Evidentemente il potere di veto della magistratura associata condiziona fortemente l`atteggiamento di chi – come l`attuale ministro della Giustizia – in nome di riforme sempre rinviate finisce poi per non fare puntualmente mai nulla (basti pensare a quel che sta accadendo in tema di responsabilità civile dei magistrati o sulla criminale condizione delle carceri e della giustizia). Come radicali, al contrario, restiamo convinti che occorra fissare con nettezza il principio di esclusività delle funzioni giudiziarie, riservando a pochi e tassativi casi, eccezionali e previsti per legge, la possibilità di un utilizzo dei magistrati fuori ruolo.