COME RADICALI VOGLIAMO DIRE A NAPOLITANO ‘GRAZIE PRESIDENTE’

COME RADICALI VOGLIAMO DIRE A NAPOLITANO ‘GRAZIE PRESIDENTE’ 15 gennaio 2015

Oltre due minuti di applausi tributati dai deputati nell’Aula di Montecitorio alla notizia ufficiale delle dimissioni del presidente Giorgio Napolitano. Lo hanno fatto con sincerità, ne sono convinta. L’uomo lo merita per la sua intelligenza politica, per la sua moralità, per la sua rettitudine: tutte qualità che è difficile non riconoscergli, a meno di essere sfacciatamente faziosi. Ciò che colpisce però è che quell`applauso di oggi provenga dallo stesso Parlamento che ha completamente sottovalutato (direi ostracizzato) l`unico messaggio costituzionale che il Presidente Napolitano nei suoi 9 anni di mandato ha indirizzato alle Camere. Un messaggio al Parlamento incentrato sul carcere, sulla giustizia e sulla legalità della pena.

Napolitano si rivolgeva a deputati e senatori affinché affrontassero, senza perdere nemmeno un giorno, quelle questioni che l’Italia ha l’obbligo di risolvere per imperativi pronunciamenti europei. Ebbene oggi, dopo 15 mesi dal quel messaggio, noi abbiamo ancora in Italia oltre 70 istituti penitenziari che hanno un sovraffollamento fra il 130% e il 210% e un`applicazione della pena che ben poco ha a che vedere con quanto prescritto dalla nostra Costituzione e dalla Convenzione Europea dei Diritti dell`Uomo.

Gli applausi di oggi somigliano molto, dispiace dirlo, a quelli resi dal Parlamento 13 anni fa in occasione della visita di papa Giovanni Paolo II a Montecitorio. Il pontefice chiese esplicitamente ‘un segno di clemenza’ verso i detenuti che vivevano in condizioni di ‘penoso sovraffollamento’, ma agli applausi di deputati e senatori non seguirono i fatti, tanto che Papa Woytila morì nel dolore di questa mancata risposta. Come Radicali vogliamo dire a Napolitano ‘Grazie, presidente’: il tuo messaggio per la sua intensità e bellezza rimarrà nella storia non solo italiana e produrrà sicuramente i suoi effetti nei confronti di chi ha a cuore la resurrezione democratica, sociale, civile, umana del nostro Paese.