“Chiudiamoli in conclave per eleggere i tre giudici” la mia provocatoria proposta

“Chiudiamoli in conclave per eleggere i tre giudici” la mia provocatoria proposta 2 dicembre 2015

da Il Tempo – “Non si rendono conto di quello che stanno combinando in un momento così difficile, anche dal punto di vista internazionale, in cui uno Stato dovrebbe dare prova di reggere sulle cose fondamentali. E invece sono sciagurati, se ne fregano». Rita Bernardini ha partecipato per sette giorni alla «staffetta» dei Radicali ancora in sciopero della fame per «proporre» ai parlamentari di completare le nomine alla Consulta con votazioni ad oltranza. Metodo che conferma davanti all’ennesimo nulla di fatto

Ancora una fumata nera per la Consulta. Numero ventotto.

«È una vita che lottiamo per lo stato di diritto. Perché abbiamo una convinzione profonda: dove c’è strage di diritto c’è strage di popoli. Può sembrare eccessiva, però qui sicuramente non si sta rispettando ciò che è previsto dalla Costituzione; ed evidentemente i parlamentari non riescono a comprendere, e questo è ancora più preoccupante, che cosa significa non avere nel plenum un organismo importante come quello chiamato a giudicare la costituzionalità delle leggi».

Cosa non comprendono?

«Abituati alla logica partitocratica e spartitoria non riflettono su chi è importante inviare lì per competenze, capacità, esempio anche di una vita spesa nella salvaguardia dello stato di diritto. No, per loro sono posti, caselle da riempire, potere. E quindi si comportano, letteralmente, da sciagurati».

Non è la prima volta che un’elezione dei membri della Corte risulta «complicata».

«Mi ricordo che nel 2002 Pannella dovette fare uno sciopero della sete. Dovette rischiare la vita con questi imbambolati che ritenevano l’iniziativa di Pannella esagerata per i giudici della Corte costituzionale. Ed è così che uno Stato poi precipita nella barbarie anche dal punto di vista del rispetto dei diritti umani».

Vi piacciono i nomi della terna proposti?

«Ne avrei proposti altri. Quando eravamo in Parlamento, nella scorsa legislatura, mettemmo addirittura i curriculum perché volevamo che la discussione fosse aperta, che si discutesse sui nomi, non che si andasse semplicemente a votare a seguito di un sms ricevuto dal gruppo parlamentare. Mettemmo nell’urna, e fummo rimproverati per questo, i curriculum, tra gli altri, di Carlo Nordio, di personalità cioè di un certo spessore, che hanno dimostrato equilibrio nella loro attività accademico-professionale».

Cosa proponete di fare?

«Bisognerebbe laicizzare la discussione. Ad esempio, si fanno dei nomi e il Parlamento interroga i candidati per capire come questi intendano esercitare questo mandato. Laicizzare, poi, significa anche spiegare perché si sceglie un nome piuttosto che un altro. Oggi invece passa tutto sulla stampa, “quello vuole questo perché vicino a quello o a quell’altro partito”…».

Chiedete che i parlamentari votino a oltranza. Anche per questo siete in sciopero della fame.

«Non è una protesta è una proposta. Visto che non hanno senso della responsabilità bisogna trattarli come i bambini che disobbediscono. Elezioni a oltranza: lo hanno proposto anche il presidente della Repubblica e quelli di Camera e Senato. Li rinchiuderei là dentro fino a che non tirano fuori i nomi. Basta che li si minaccia che non faranno il week-end e vedrete che decideranno in fretta».