Chi sono

Da giovane si avvicina ai Radicali di Marco Pannella nel 1975, poco dopo la vittoria del “NO” al referendum per l’abolizione della legge sul divorzio (1974), che consentì al Paese di mantenere la legge approvata tre anni prima dal Parlamento. In quel periodo il Partito Radicale aveva portato all’attenzione dell’opinione pubblica anche la battaglia “contro l’aborto clandestino e di massa” per la depenalizzazione del reato di aborto. È in questo clima di grande mobilitazione che Rita Bernardini si accosta all’attività politica, lavorando alle campagne referendarie del 1978 e del 1981.

Nel 1976 costituisce il FRI (Fronte Radicale Invalidi) per l’affermazione e la tutela dei diritti delle persone portatrici di handicap, conducendo una campagna per il superamento delle barriere architettoniche. Nel 1977, a fronte del divieto di manifestare imposto dall’allora Ministro degli Interni Francesco Cossiga, organizza disobbedienze civili assieme agli invalidi in carrozzella, costruendo scivoli in cemento davanti agli uffici pubblici o aperti al pubblico.

Nel 1981 inizia a collaborare con l’agenzia di Stampa Notizie Radicali e nel contesto della campagna del Partito Radicale contro lo sterminio per fame nel mondo, fonda l’agenzia settimanale “Azione Sopravvivenza”. Fa il suo ingresso a Radio Radicale nel gennaio del 1983 e vi collabora, anche come vicedirettrice, fino alla fine del 1991, quando assume il coordinamento della raccolta delle firme per nove referendum. Dopo essere stata presidente del consiglio generale del Coordinamento Radicale Antiproibizionista (Cora), dà vita al Movimento dei Club Pannella-Riformatori di cui diventa segretaria nazionale, coordinando la campagna dei 20 referendum del 1995.

Negli anni successivi il suo impegno preminente è quello sul versante dei diritti civili e politici, attraverso l’organizzazione di innumerevoli azioni di disobbedienza civile, scioperi della fame, sit-in, presidi non violenti e walk-around. In occasione della campagna referendaria del 1995, porta avanti uno sciopero della fame di 38 giorni contro l’ostruzionismo dei mezzi d’informazione lamentato dai Radicali, che si conclude con la manifestazione dei ‘nudi’ al Teatro Flaiano e anima alcune distribuzioni di hashish, nel 1995 e nel 1997.

Nel 1998, Rita Bernardini organizza il più numeroso sciopero della fame che si sia mai tenuto in Italia “per la libertà, la legalità dell’informazione e per la vita di Radio Radicale”, cui hanno preso parte oltre 10.000 persone. Nel 1999 coordina la raccolta delle firme per i 20 referendum promossi dalla Lista Emma Bonino e l’anno seguente si candida alla presidenza della regione Lazio, ma alle consultazioni ottiene solo il 2,2% dei consensi.

Nel settembre del 2002 è tra i fondatori dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà della ricerca scientifica, di cui sarà segretario. Dopo aver lasciato a Marco Cappato la guida dell’Associazione Luca Coscioni, gli anni che vanno dal 2003 al2006 la vedono impegnata nel difficile ruolo di tesoriera dei Radicali Italiani, in un momento di grande difficoltà per tutta l’area radicale. Il Congresso del novembre 2006 la elegge a larghissima maggioranza segretaria del movimento, terza donna nella storia del Partito Radicale a ricoprire l’incarico.

Sale nuovamente alla ribalta delle cronache nell’agosto del 2007, quando afferma che la crescita delle attività di compravendita di esercizi commerciali e di immobili di locali nel centro della città di Roma possano essere iniziative di riciclaggio dei proventi illeciti del mercato degli stupefacenti da parte della criminalità organizzata, in particolare napoletana. Tali affermazioni suscitano polemiche, per via del loro tenore, ritenuto razzista.

Nell’aprile 2008 è stata eletta alla Camera dei deputati, nelle liste del Partito Democratico, all’interno della delegazione Radicale nel PD.

Come deputata dedica la sua attività principalmente al tema della giustizia, su temi come l’abolizione dell’obbligarietà dell’azione penale, sulla responsabilità civile dei magistrati, sulla riforma in senso uninominale del sistema elettorale del Consiglio Superiore della Magistratura. Su questi temi il 29 settembre 2008 ha inoltre organizzato con Emma Bonino e Giuseppe Rossodivita una conferenza nazionale.

Nel febbraio 2010 Rita Bernardini ha condotto uno sciopero della fame per l’ottenimento di 10 obiettivi politici che riguardano principalmente le carceri, la trasparenza delle istituzioni e le elezioni regionali 2010:

  • Ottenimento dei dati finanziari riguardanti le spese della Camera dei deputati.

Obiettivo raggiunto il 17 febbraio 2010 con la ricevuta d’un documento dal presidente della Camera Gianfranco Fini con il dettaglio delle spese della Camera dei deputati.

  • Attuazione del regolamento penitenziario per le carceri.

Obiettivo raggiunto il 21 febbraio 2010 con una bozza di disegno di legge del Ministro della Giustizia Angelino Alfano sulla riforma del sistema carcerario e le pene alternative

  • Approvazione immediata del disegno di legge per l’adeguamento dell’ordinamento delle istituzioni italiane allo statuto istitutivo della Corte Penale Internazionale;
  • Anagrafe pubblica degli eletti online dei deputati;
  • Attuazione della risoluzione no. 6-00012 per la riforma organica della giustizia;
  • Garanzia dell’esercizio di voto per i detenuti per le elezioni regionali 2010;
  • Garanzia dell’esercizio di voto per i malati intrasportabili per le elezioni regionali 2010;
  • Garanzia della presenza d’autenticatori per la raccolta firme per le elezioni regionali 2010;
  • Persecuzione delle affissioni selvagge e illegali dei manifesti elettorali per le elezioni regionali 2010;
  • Rientro nella legalità della legge elettorale in Basilicata per le elezioni regionali 2010.