INTERVISTA A INTELLIGONEWS, RENZI STA DIVORANDO LA DEMOCRAZIA

INTERVISTA A INTELLIGONEWS, RENZI STA DIVORANDO LA DEMOCRAZIA 19 marzo 2014

In una intervista ad IntelligoNews, ho parlato di politica, droghe leggere e attualità. La riporto di seguito.

IntelligoNews ha intervistato il segretario dei Radicali Italiani, Rita Bernardini, e con lei ha conversato di politica e non solo. Riguardo all’allarme di Espas-Italia sull’utilizzo di droghe sintentiche e dell’eroina da parte dei giovani è tutta “colpa della repressione e di uno Stato che non governa il fenomeno”, afferma la Bernardini. MA è parlando dell’attuale governo che i toni si fanno più alti. Si dice d’accordo con Pannella sul fatto che Renzi abbia “fatto fuori la Bonino” e definisce poi la politica del premier “un gioco (o malattia) che sta divorando gli ultimi brandelli di democrazia e di Stato di diritto che ancora sopravvivono dopo un sessantennio di regime partitocratico”. E sulle riforme invia un messaggio a Renzi: “Riascolti gli interventi di Pannella negli ‘80, siamo ancora in tempo…”.

Marco Pannella a Radio Radicale ha puntato il dito contro il premier. “Per accettare di fare il presidente del Consiglio, Matteo Renzi ha preteso che Emma Bonino fosse esclusa dal governo”. Un suo commento segretario.

«Che sia accaduto quel che Pannella ha denunciato, è indubbio. Emma Bonino, oltre ad essere graditissima al Presidente della

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AUTODICHIA, IL GOVERNO LASCI DECIDERE LA CORTE COSTITUZIONALE IN TOTALE AUTONOMIA

AUTODICHIA, IL GOVERNO LASCI DECIDERE LA CORTE COSTITUZIONALE IN TOTALE AUTONOMIA

Nella mattina di martedì 25 marzo prossimo la Corte costituzionale esaminerà la cosiddetta autodichia. Camera e Senato la invocano, ad ogni pie’ sospinto, per giustificare la sottrazione delle loro amministrazioni all’automatica applicazione della legge esterna. Al momento la Presidenza del consiglio è costituita in giudizio a difesa del Senato contro la Corte di cassazione. Quest’ultima, anche dopo aver visionato la proposta di legge radicale della scorsa legislatura, ha avanzato il dubbio che l’antico privilegio sia contrario alla Costituzione ed ai trattati internazionali.

I radicali si aspettano, dopo la relazione del professor Giuliano Amato, parlino solo le parti private, e che il Governo non intervenga in una questione di diritti civili e di danno da demansionamento. Se Enrico Letta l’ha fatto per il Porcellum, astenendosi dal difendere la legge, è lecito richiedere a Matteo Renzi di lasciare i quindici giudici della Corte liberi di decidere sull’autodichia, ritirando la costituzione in giudizio dell’Avvocatura dello Stato. Sarebbe anche questo l’indizio di un cambio di passo, superando l’anomalìa per la quale il nostro è l’unico Paese al mondo che attribuisce questo potere al suo Parlamento.

Dichiarazione congiunta con Irene Testa, coautrice insieme ad Alessandro Gerardi del libro “Parlamento zona franca” lo scudo dell’AutodichiaLeggi tutto...


SENTENZA CORTE COSTITUZIONALE SU FINI-GIOVANARDI: IL DECRETO FANTASMA

SENTENZA CORTE COSTITUZIONALE SU FINI-GIOVANARDI: IL DECRETO FANTASMA 18 marzo 2014

Prima dell’inizio del Consiglio dei Ministri avevamo una bozza di entrata che è stata poi modificata con l’aggiunta della parte sui medicinali off label.

Tra giovedì sera e la riunione del Cdm è stato deciso di cambiare anche le tabelle, perché quelle proposte erano semi identiche a quelle della legge Fini-Giovanardi (senza la distinzione, per esempio, fra ‘leggere’ o ‘pesanti’) con l’aggiunta di alcune sostante nuove, su cui il ministro Orlando non era d’accordo.

Quindi al Cdm (come spesso succede) hanno varato un decreto fantasma che ora i tecnici del Ministero della Salute stanno sistemando. Sembra che le tabelle saranno 3 con una ad hoc per la cannabis, in modo da differenziare droghe ‘leggere’ e ‘pesanti’. Sulle sanzioni (che non sono contenute nella bozza di decreto) deciderà comunque il Parlamento durante l’iter di conversione.

[fonte: Simona Sapienza]… Leggi tutto...


STAVOLTA NON CREDO A SILVIO

STAVOLTA NON CREDO A SILVIO 17 marzo 2014

Caro Direttore,

la proposta di Berlusconi di costituire un partito delle vittime della giustizia, mi ha fatto ricordare quando, 14 anni fa, il Presidente di Forza Italia fece fallire i referendum radicali sulla giustizia, invitando gli italiani ad andare al mare (anziché a votare) perché quelle riforme le avrebbe fatte lui una volta vinte le elezioni. Le elezioni le vinse davvero nel 2001, governando per 5 anni, ma di riforme del sistema giudiziario non si vide nemmeno l’ombra. Berlusconi è tornato poi al Governo nel 2008 e la nostra delegazione radicale all’interno del Pd riuscì perfino a far approvare, all’inizio del 2009, una risoluzione che impegnava il Governo a varare una riforma organica e strutturale della Giustizia che comprendeva: responsabilità civile dei magistrati, separazione delle carriere, revisione totale dell’obbligatorietà dell’azione penale, disciplina dei magistrati fuori ruolo, revisione della composizione e del sistema elettorale del Csm, reintroduzione di severi vagli della professionalità dei magistrati. Quale sorte ebbe quell’impegno? Ancora tante promesse e zero risultati. Quale credibilità può avere oggi l’idea di costituire un Partito delle vittime della Giustizia? Da radicali sentiamo ancora addosso la delusione per la promessa dei 5 milioni di firmatari per i 12 referendum che il leader di

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