CONFERMA DEL 41-BIS A PROVENZANO: DECISIONE SCONCERTANTE, DA STATO CANAGLIA

CONFERMA DEL 41-BIS A PROVENZANO: DECISIONE SCONCERTANTE, DA STATO CANAGLIA 7 gennaio 2015

Appaiono sconcertanti le motivazioni con le quali il Tribunale di Sorveglianza di Roma ha confermato il 41-bis a Bernardo Provenzano. La proroga del “carcere duro” ad un ultraottantenne incapace di intendere e di volere, alimentato artificialmente e allettato, offende l’intelligenza ed è la dimostrazione del basso livello di democraticità del nostro Stato che usa metodi peggiori di quelli delle cosche per contrastare la criminalità organizzata di stampo mafioso.

In un “attimo di lucidità” Bernardo Provenzano potrebbe ancora “impartire direttive criminali”, così i giudici motivano il loro provvedimento, palesemente dimostrando l’inefficienza di uno Stato che, senza la gabbia di vetro del 41-bis, non è in grado di stoppare il passaggio di un pizzino che peraltro Provenzano non è nemmeno in grado di scrivere.

Ciò che rattrista di più è che, nonostante tutti questi magistrati “lottatori”, la criminalità mafiosa prospera e si diffonde in ogni angolo nel Paese a scapito dello Stato democratico sempre più anoressico, ormai agonizzante.… Leggi tutto...


CALTAGIRONE, SI TOGLIE LA VITA UN AGENTE DELLA POLIZIA PENITENZIARIA

CALTAGIRONE, SI TOGLIE LA VITA UN AGENTE DELLA POLIZIA PENITENZIARIA 6 gennaio 2015

Ancora un morto tra le fila della Polizia penitenziaria. Si tratta di un assistente capo, G.S., di 45 anni, originario di Caltagirone, sposato e padre di due figlie. L’uomo, in servizio presso il Nucleo provinciale Traduzioni e Piantonamenti di Catania, e’ stato trovato morto a bordo della propria auto nelle campagne tra Caltagirone e Niscemi.

Lo rende noto il segretario generale aggiunto del sindacato Osapp, Domenico Nicotra. “Anno nuovo, nuovi auspici, nuove promesse, ma la Polizia penitenziaria – commenta amaramente – continua a contare i suoi morti come una inesorabile e lenta emorragia”.

“Verrebbe di pensare ad un altro suicidio – aggiunge Nicotra – anche se dalle prime informazioni non pare che il poliziotto penitenziario avesse problemi familiari, finanziari o sul lavoro. Adesso solo gli esami balistici e della polizia scientifica potranno fugare ogni dubbio sull’accaduto”. “E’ arrivato il momento – conclude Nicotra – che il nuovo Capo del Dipartimento cominci seriamente ad affrontare i problemi del Corpo e dei suoi uomini, perche’ adesso piu’ che mai e’ diventato sempre piu’ complicato, anche sotto l’aspetto psichico, fare il Poliziotto Penitenziario nelle carceri italiane”.

Fonte: Italpress… Leggi tutto...


CARCERI, GIOVANE ROMENO SI SUICIDA A VENEZIA

CARCERI, GIOVANE ROMENO SI SUICIDA A VENEZIA 5 gennaio 2015

Un ragazzo romeno di 19 anni si è tolto la vita ieri sera nel carcere veneziano di Santa Maria Maggiore, impiccandosi nelle docce.

Il giovane, residente ad Appiano Gentile (Como) e in Italia da 14 anni, era stato arrestato il 31 dicembre dai carabinieri di Como in esecuzione di un ordinanza di custodia cautelare per reati contro il patrimonio.

Bloccato nel veneziano, era stato affidato all’istituto di pena lagunare dove sabato era stato sentito dal gip Andrea Comez, il quale voleva porlo agli arresti domiciliari, cosa poi non avvenuta. Pare che il giovane vivesse con la madre. La Procura di Venezia ha disposto accertamenti, incaricando i carabinieri delle indagini, per verificare eventuali responsabilità.

Fonte: Ansa

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SCARCERAZIONI: DUE CASI RIGUARDANTI LA STRUTTURA DI BOLLATE A MILANO

SCARCERAZIONI: DUE CASI RIGUARDANTI LA STRUTTURA DI BOLLATE A MILANO

Riporto due casi si scarcerazioni riguardanti il magnificato carcere di Bollate a Milano. Il primo, un ragazzo, è venuto qui in sede a Roma raccontandomi di essere stato SCARCERATO il 1° dell’anno mentre avrebbe dovuto scontare ancora dei mesi: “non avevo un euro e sono tornato a Roma grazie alla bontà di un capotreno al quale ho spiegato che ero appena uscito di galera…! Non ho casa, non ho un lavoro, non ho famiglia, come faccio?”.

Il secondo, un 75enne che hanno SCARCERATO stamattina “per motivi di salute” a cinque anni dal fine pena. Proprio in questi giorni gli hanno diagnosticato un tumore alla prostata e, solerti, dal carcere gli hanno già prenotato visite e ricovero a Milano per operarlo. Il problema è che nel periodo che precede l’intervento non sa dove andare perché la famiglia ce l’ha in un comune del lago di Garda. Mi fa: “Rita, ma non è che se poi l’operazione va bene, mi richiamano per tornare in prigione?”.… Leggi tutto...


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