CASO CUCCHI, PRESENTATA INTERROGAZIONE SU IPOTESI CONFLITTO INTERESSI CONSULENTE

29 ottobre 2012

In una dettagliata interrogazione inviata ai ministri dell’istruzione, università e ricerca e della giustizia, ho chiesto chiarimenti al Governo in merito al conflitto di interessi che riguarderebbe uno dei periti del caso giudiziario di Stefano Cucchi. Il Professor Paolo Arbarello, infatti, nominato dalla Procura della Repubblica di Roma come consulente di quest’ultima nell’ambito delle operazioni peritali per la morte del giovane geometra romano morto a pochissimi giorni dal suo arresto, è anche membro del consiglio di amministrazione (seppure in regime di prorogatio) della società Milano Assicurazioni spa acquisita recentemente dal Gruppo Unipol presso cui risulta sia assicurata una delle amministrazioni coinvolte nel procedimento giudiziario: l’Ospedale Pertini di Roma, dove Stefano Cucchi ha trovato la morte.

Se fossero confermate le dettagliate e circostanziate premesse dell’interrogazione, risulterebbe evidente il conflitto di interesse del Prof. Arbarello nell’eventuale procedimento di liquidazione del danno.

La preoccupazione è talmente consistente che mi sono sentita in dovere di trasmettere il testo dell’atto di sindacato ispettivo al Procuratore Capo della Repubblica di Roma, Giuseppe Pignatone il quale mi ha tempestivamente risposto che prenderà in attenta considerazione quanto da me segnalato, parlandone con i Sostituti che seguono il processo. La mia preoccupazione è tuttavia anche rivolta all’atteggiamento dei sostituti pubblici ministeri, che si sono palesemente manifestati ostili alla famiglia, anche nel semplice mancato rilascio di documenti del fascicolo di causa, o nell’anticipazione alla stampa delle risultanze delle indagini suppletive prima della comunicazione delle stesse alla famiglia. Gli stessi pubblici ministeri paiono non voler tener conto che le opinioni dei loro consulenti si scontrano con le risultanze istruttorie di tutto il processo sia in ordine allo stato di salute di Stefano prima dell’arresto, sia in ordine all’entità delle lesioni da lui subite.