CARCERI: SENTENZA PILOTA DELLA CORTE EDU, RESPINTO IL RICORSO DELL’ITALIA. BRUTTA FIGURA CHE SI DOVEVA EVITARE. ORA, SERIETA’

CARCERI: SENTENZA PILOTA DELLA CORTE EDU, RESPINTO IL RICORSO DELL’ITALIA. BRUTTA FIGURA CHE SI DOVEVA EVITARE. ORA, SERIETA’ 27 maggio 2013

Come era ampiamente prevedibile, l’Italia ha subito l’ennesima umiliazione in sede europea. I cinque giudici della Grande Chambre chiamati a vagliare il ricorso dell’Italia avverso la sentenza Torreggiani ed altri, lo hanno dichiarato inammissibile. Ricordiamo che la Corte EDU, l’8 gennaio scorso, nel riconoscere il risarcimento ai sette detenuti, ha chiesto all’Italia, con una sentenza pilota, di rimuovere entro un anno le cause strutturali che generano trattamenti “inumani e degradanti” nei nostri istituti penitenziari (violazione sistematica dell’art. 3 della Convenzione – CEDU).

L’Italia ha così “rapinato” 5 mesi in più per rientrare nella legalità che viola sistematicamente da decenni. Si è comportata cioè come fanno certi imputati che guadagnano rinvii fino alla prescrizione del reato. Ma in questo caso non c’è la prescrizione. Non si possono prescrivere le “torture” alle quali sono sottoposte decine di migliaia di detenuti nelle nostre carceri.

Ora occorre serietà. Noi Radicali ci battiamo per l’Amnistia (e l’Indulto) per uscire immediatamente dalla condizione di flagranza criminale in cui si trova il nostro Stato da decenni anche per violazione dell’art. 6 della CEDU, cioè per l’irragionevole durata dei processi. Il nuovo Governo e il rinnovato Parlamento hanno altre soluzioni altrettanto rapide ed efficaci anche per avviare immediatamente la necessaria Riforma della giustizia? Le tirino fuori perché il tempo, per avere uno stato di diritto e quindi democratico, è abbondantemente scaduto.

Dichiarazione di dieci giorni fa di:

– Rita Bernardini, già deputata radicale, capolista delle liste Amnistia, Giustizia, Libertà alle scorse elezioni.

Giuseppe Rossodivita, avvocato radicale difensore di due dei detenuti che si sono visti riconoscere il risarcimento della Corte EDU per “trattamenti inumani e degradanti”