CARCERI: SCONTATA PRESA DI POSIZIONE DEL COMITATO DEI MINISTRI DEL CONSIGLIO D’EUROPA, CONTROLLORE DI PARTE. SI RAFFORZA IL SATYAGRAHA RADICALE A SOSTEGNO DI MARCO PANNELLA

CARCERI: SCONTATA PRESA DI POSIZIONE DEL COMITATO DEI MINISTRI DEL CONSIGLIO D’EUROPA, CONTROLLORE DI PARTE. SI RAFFORZA IL SATYAGRAHA RADICALE A SOSTEGNO DI MARCO PANNELLA 6 dicembre 2014

Non mi sorprende affatto la presa di posizione del Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa (vedi Ansa del 5 dicembre, ore 17:25). Avevo già avuto modo di rilevare come l’organismo chiamato a vigilare sull’esecuzione delle sentenze della Corte Edu, si fosse rivelato sempre di più organismo politico ‘di parte’ e non obiettivo.

Che i rimedi preventivi e risarcitori previsti dalla legge n.117/2014 nei confronti dei detenuti che hanno subito ‘trattamenti inumani e degradanti’ in violazione dell’art. 3 della Cedu, non fossero ‘effettivi’ come richiesto dalla sentenza Torreggiani è denunciato non solo dalle nostre (radicali) lotte e prese di posizione, ma dalla lettera che il Conams (Coordinamento Nazionale dei Magistrati di Sorveglianza) ha inviato il 13 novembre scorso al Ministro della Giustizia Andrea Orlando. Sono i magistrati di sorveglianza a parlare di ‘incertezze e lacune del testo normativo’, di ‘gravi contrasti giurisprudenziali’, di ‘complessità delle istruttorie’, di ‘assoluta inadeguatezza delle risorse e dei mezzi di cui dispongono gli Uffici di Sorveglianza’. Sono i magistrati di sorveglianza ad affermare che è ‘facile prevedere che sarà molto esiguo il numero dei casi decisi e risolti secondo gli standard prescritti dalla Giustizia europea in termini di effettività, rapidità ed efficacia dei rimedi accordati.

Sono intanto oltre 150 i cittadini che stanno dando vita al “Satyagraha di Natale con Marco Pannella” con obiettivi puntuali, “affinché nel nostro Paese si affermi la legalità nell’amministrazione della Giustizia (da anni straziata insieme alla vita di milioni di persone a causa dell’irragionevole durata dei processi penali e civili) e si rimuovano le cause strutturali che fanno delle nostre carceri luoghi di trattamenti inumani e degradanti.