CARCERI, SCONGIURARE L’ENNESIMO TRADIMENTO IN ATTO

13 ottobre 2012

Ci avevano detto, presidente della Repubblica in testa, che al posto dell’amnistia e dell’indulto (per i quali non c’erano le condizioni politiche, per conquistare le quali non si e’ fatto nemmeno uno straccio di messaggio alle Camere) ci sarebbero state urgenti riforme strutturali di depenalizzazione e decarcerizzazione, che avrebbero rimesso in moto il sistema e fatto rientrare l’Italia nella legalita’ costituzionale. Napolitano dovrebbe dirci oggi che ne e’ di quelle riforme.

 Puo’ essere che non lo sappia o che si sia accontentato delle rassicuranti esternazioni del ministro della giustizia, ma cio’ che e’ avvenuto, dopo il convegno del Senato di fine luglio 2011 in cui il presidente Napolitano aveva pronunciato parole che non stiamo qui a ripetere tanto oggi risultano vuote, e’ che le carceri continuano ad essere luoghi di violazioni di diritti umani fondamentali e che quanto alla depenalizzazione per non ingolfare l’esausto sistema della giustizia siamo nella fase dell’occorre approfondire’ e del ‘bisogna riflettere’.

 A sei mesi dalla fine della legislatura del disegno di legge delega al governo ‘in materia di depenalizzazione, pene detentive non carcerarie, sospensione del procedimento per messa alla prova e nei confronti degli irreperibili’ e’ stata stralciata la materia della depenalizzazione, e quanto alle pene detentive non carcerarie, tanto i relatori quanto la presidente Bongiorno hanno esternato forti perplessita’, tanto da invocare emendamenti governativi per ridimensionarne la portata o, addirittura, il depennamento o lo stralcio.

E allora, caro Presidente, cosa rimane della ‘prepotente urgenza sul piano costituzionale e civile’? Rimane forse il tradimento dei cardini di uno stato di diritto, del quale i Radicali e la comunita’ penitenziaria dovranno continuare, con la nonviolenza, a farsi carico?